Garcia: “Non si può vincere sempre”

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – M.Macedonio) – Non ne fa assolutamente un dramma, Rudi Garcia, dei primi due punti lasciati sul campo in campionato, e che interrompono a quota dieci la serie di successi consecutivi, anche se si morde la lingua nel momento in cui deve esprimere un suo giudizio sull’arbitraggio di Banti, avendo fatto voto più volte di non esporsi mai su questo argomento.

«Come sbagliano gli allenatori – dice comunque – possono sbagliare anche loro». Quanto al pareggio, l’ha sempre detto che i record lasciano il tempo che trovano, perché ciò che è importante è l’obiettivo, ovvero conquistare un titolo, un trofeo. Così come non è possibile per nessuna squadra vincerle tutte. Concetto che ribadisce ai microfoni televisivi. «Non possiamo vincere sempre – dice infatti – e un pareggio fuori casa non è mai un risultato negativo. Quando siamo sopra di un gol speriamo sempre di portare a casa i tre punti. Quello che mi è piaciuto, però, è che abbiamo giocato tutta la partita per vincere. Anche sull’1-1, abbiamo attaccato tanto, fino alla fine. Ma il calcio è così». Che vi sia stata una diversa gestione delle ripartenze, complice un diverso centrocampo rispetto ad altre volte, non lo vede d’accordo. «Non penso – sostiene Garcia. – Sono contento della partita di Michael Bradley. Abbiamo 5-6 giocatori più freschi, e quando giochiamo tre partite alla settimana, in questo caso una dopo appena tre giorni, era importante utilizzarli. Michael ha fatto una buona gara ma anche Nico Burdisso, di cui sono molto contento».

Forse è un bene, gli fanno notare, che si smetta di parlare di record. «Per noi non era un peso. Lo era forse per voi, che ora dovrete cambiare argomento». Una squadra, quella vista all’Olimpico, che ha forse creato meno del solito, venendole a mancare la velocità di Gervinho, giocatore fondamentale, e le idee di Totti. «Di sicuro, senza il Capitano e senza Gervinho abbiamo meno soluzioni davanti. L’ho sempre detto. Non era possibile giocare con Borriello e Ljajic insieme fin dall’inizio, altrimenti dopo un’ora o 70 minuti il cambio sarebbe stato necessario per tutti e due. E poi, sarebbe stato difficile vincere, non avendo più attaccanti sul campo. Una scelta che nel primo tempo ci ha permesso di non soffrire quasi niente, perché il Torino aspettava solo qualche errore nostro. Nel secondo tempo, invece, si è aperto qualche spazio in più». Poca densità a centrocampo. Merito del Torino? «Sì, merito del Torino – ammette Garcia. – Chi giocherà qui avrà difficoltà, abbiamo visto che anche la Juventus ha avuto una partita difficile». Borriello, gli fanno notare, ha faticato più che in altre occasioni. «No, Marco è giocatore da area di rigore. E per lui non è stato facile contro un Torino che non usciva e rimaneva chiuso all’interno della propria area. Mancano degli attaccanti, ma sono contento di quelli che ho».

La direzione di gara ha suscitato più di una perplessità. «Non dico niente sulle decisioni arbitrali – ci tiene a chiarire il tecnico francese – ma è certo che abbiamo preso un gol in cui Benatia è il primo sul palo e il giocatore del Torino è più indietro, anche se ammetto che è un fatto di gioco. Il pareggio cambia tutto, soprattutto perché il Torino ha fatto ancora una strategia “tutti dietro”. Sull’1 a 0 sarebbe stato costretto a uscire di più e per noi sarebbe stato più facile segnare un secondo gol. Anche su Maicon forse non era niente, sono fatti di gioco. Mi auguro che il direttore di gara non abbia sbagliato. Se l’arbitraggio non mi è piaciuto? Io faccio solo il mio mestiere di allenatore, e l’arbitro il suo. Come sbagliano gli allenatori, possono sbagliare anche loro. Ma adesso dobbiamo essere pronti a vincere la prossima partita e ristabilire le distanze. Quando non si vince, come è successo oggi, si guardano i risultati degli altri. E allora, spero che domenica prossima faremo un buon risultato contro il Sassuolo e così prenderemo punti sull’una o sull’altra. O su tutt’e due».

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