De Sanctis: «Supereremo le difficoltà»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – V.Vercillo) L’esperienza, la leadership, la voglia di rivalsa. Tre indizi che fanno una prova: il muro della Roma si chiama Morgan De Sanctis. Parola affiancata senza paura di pronunciare eresie.

 

Come definire in altro modo un portiere che in otto gare di campionato è stato superato soltanto una volta? E aggiungeteci che in questa prima parte di stagione si è ritrovato già faccia a faccia con Napoli, Inter, Lazio e il Verona quarto in classifica.«L’obiettivo è tornare in Europa, queste prime otto partite ci hanno fatto capire che possiamo far bene» si limita a dire a Radio Marte l’estremo difensore giallorosso, che continua a tenere i piedi ben saldi a terra.

 

E aggiunge: «Nessuno si aspettava questo rendimento, ma la strada è lunghissima. Abbiamo perso Totti per infortunio, quindi arriveranno delle difficoltà, ma io sono fiducioso. Riusciremo a superarle. Lotteremo per entrare nelle prime cinque».

 

A contendere la meta ambita dalla Roma, però, ci sono anche Napoli e Juventus, che per De Sanctis «restano le più accreditate alla vittoria finale. Noi ovviamente abbiamo il vantaggio di non partecipare alle Coppe, ma attenzione pure alla Fiorentina, all’Inter e alla Lazio. Già alla fine del girone d’andata, avremo le idee più chiare». L’ultimo ostacolo superato è il Napoli, secondo in classifica a 5 punti dalla Roma capolista: «La partita è stata condizionata dagli episodi che ci sono stati favorevoli. Il Napoli ha giocato bene lo dimostrerà nel corso del campionato. Dopo il rigore e l’espulsione, per noi è stato più facile».

 

E sulla parata su Pandev: «Ho rivisto alcune giornate di allenamento a Castel Volturno, quando di solito riusciva a fare gol…». Una partita speciale per De Sanctis, quella contro il Napoli, che ha lasciato soltanto quest’estate: «Il Napoli per me è fortissimo, è costruito per vincere. Davanti ha tante alternative di qualità. Cannavaro? Non riesce a dare quello che sa. E’ una situazione che si è creata in estate, quando non è stato più considerato inamovibile. Confido che possa riappropriarsi delle certezze e delle energie per offrire il contributo che in sette anni non è mai mancato. Quando un giocatore non è nelle condizioni di poter far bene, lo deve capire e magari andare via, qualora ci siano le possibilità. Comunque non voglio entrare nel merito».

 

E ancora, sul perché dell’addio a Napoli: «Per quanto mi riguarda, io sono stato chiarissimo: l’investimento fatto su Rafael contrasta con il progetto fatto con me a gennaio. La società mi propose un biennale che io ho firmato con entusiasmo. Non c’era ovviamente scritto che avrei fatto il titolare per due anni, sarebbe dipeso tutto dal mio rendimento, ma con Rafael è cambiato tutto. Il brasiliano è un portiere forte, molto interessante, ovviamente andrà misurato sul campo». Infine, dopo aver svelato il segreto della difesa della Roma («E’ fondamentale l’aiuto dei centrocampisti » ammette), chiude la porta a Prandelli: «A marzo ho fatto la mia scelta, Buffon, Marchetti e Sirigu possono affrontare nel migliore dei modi il Mondiale».

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