"Appena sono arrivato ho provato a lavorare sulla testa dei calciatori, perché è quella la strada più breve. Con l’Empoli abbiamo cambiato tanto, e devo fare i complimenti ai giocatori che si sono fatti trovare pronti"
C’è tanto dei Spalletti, evidenzia Gianluca Piacentini su Il Corriere della Sera, nella sesta vittoria consecutiva della formazione giallorossa ieri sera a Empoli (3-1).
Nelle scelte, ma anche per come ha guidato la squadra per novanta minuti dalla panchina «Prestazione pesante - le sue parole - perché fatta contro una squadra fortissima, che ha grandissima qualità. All’Empoli abbiamo concesso poco, abbiamo fatto tre gol e tirato tanto in porta. Siamo stati bravi perché abbiamo mantenuto la concentrazione fino alla fine».
È stata una Roma tatticamente diversa rispetto a quella vista nelle ultime partite. «È una delle migliori prestazioni da quando ci sono io. Appena sono arrivato ho provato a lavorare sulla testa dei calciatori, perché è quella la strada più breve. Con l’Empoli abbiamo cambiato tanto, e devo fare i complimenti ai giocatori che si sono fatti trovare pronti. Non avere dei titolari fissi aiuta ad allenarsi meglio e a coinvolgere tutti».
Durante la gara i tifosi gli hanno dedicato molti cori, al pari di Francesco Totti che non è entrato. Spalletti non vuole tornare sulle polemiche col capitano, ma si sofferma sulla questione tattica. «Lo avrei messo nel finale, per palleggiare meglio ma la squadra aveva fatto fatica».
Tra i grandi protagonisti del match Stephan El Shaarawy, autore di una doppietta che porta a 4 le sue reti (in cinque partite) da romanista.
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