Tanti gli argomenti all’ordine del giorno a Boston, ma quelli che interessano di più nell’immediato la tifoseria giallorossa sono il contratto di Francesco Totti e le strategie di mercato, che potrebbero prevedere entro il 30 giugno una cessione eccellente per ripianare i conti della società
Le strategie future della Roma si decidono tra Boston e la Capitale, con particolare attenzione a quello che dicono (e scrivono) anche a Londra. Negli Stati Uniti il d.g. Mauro Baldissoni, Alex Zecca e Fredric Massara hanno trascorso praticamente tutta la giornata in riunione con il presidente Pallotta.
Tanti gli argomenti all’ordine del giorno, ma quelli che interessano di più nell’immediato la tifoseria giallorossa sono il contratto di Francesco Totti e le strategie di mercato, che potrebbero prevedere entro il 30 giugno una cessione eccellente per ripianare i conti della società. Il nome più gettonato nelle ultime ore per un eventuale sacrificio è quello di Radja Nainggolan. La stampa inglese, come aveva già fatto qualche settimana fa in occasione della visita a Londra del d.s. Sabatini, dà per conclusa la cessione del Ninja al Chelsea di Antonio Conte. Un eccesso di ottimismo, quello inglese, basato su un’offerta (che a Trigoria non confermano) di circa 36 milioni di euro da parte dei «blues» alla Roma, e di uno stipendio di 4,5 milioni netti a stagione per il centrocampista belga.
Il futuro del capitano è stato ovviamente oggetto di discussione tra Pallotta e i manager. La scorsa notte (italiana) lo stesso Totti è stato in contatto diretto con gli Stati Uniti e la questione ora riguarda solo il presidente e il giocatore: la società vorrebbe fare un annuncio congiunto a fine stagione. Un’indicazione, questa, che lascia pensare ad un accordo per il prolungamento del contratto. In caso contrario, infatti, la decisione dovrebbe essere comunicata prima, anche per rispetto del calciatore e per dare la possibilità ai tifosi di salutarlo nella maniera che merita, l’8 maggio contro il Chievo. Un saluto che tutti, Totti in testa, sperano possa essere posticipato di 12 mesi.
(G. Piacentini)
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