I numeri straordinari di Malen esaltano il gioco corale della Roma, Gasp chiede una prestazione super

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De Roon: "Felice degli applausi dei tifosi contro il Cagliari, contano le prestazioni"

L'uomo dei sogni nel teatro dei sogni. Perché quando ti avvicini a Old Trafford, quel cielo un po' così e quel freddo che ti ricorda a quale serata stai andando incontro, il pensiero che Donny Malen possa decidere di segnare una volta di più il suo 2026 e il 2026 della Roma riesce comunque a colorare la giornata. Lui, scrive Davide Stoppini su Il Corriere della Sera, che dalla Premier è stato allontanato, perché non si sentiva capito. Lui che voleva giocare da centravanti e invece da queste parti - Birmingham in fondo dista un'ora e mezza di motorway — mettevano all'ala destra, che spreco senza fondo. Malen che può vendicare Totti e Dzeko, pensa che storia. Malen contro i ricordi del 7-1 e del 6-2. Un diavolo giallorosso contro i Red Devils. Uno che appena qualcuno ha cominciato a dire che non segna nelle grandi partite, ha messo la firma contro il Real Madrid. Malen per gli altri. Malen per se stesso. Che di fatto in questo stadio è un mezzo esordiente: giusto una presenza, presenza poi per modo di dire, sei minuti nel maggio 2025. C'è da scrivere un'altra storia e spingere la Roma verso i playoff: con una vittoria stasera, il più sarebbe fatto. Un motivo in più per dimostrare stasera che da queste parti, e in generale in Inghilterra, intorno a lui hanno sbagliato valutazione.

Malen Roma Real

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