Lopez, il mancino che stregò Sabatini

di Redazione, @forzaroma

(Corriere della Sera – G. Piacentini) – Ci sono calciatori che di gol belli e importanti come quello che ha realizzato lui domenica sera contro il Catania, dopo solo sei minuti dal suo esordio in serie A, non li hanno segnati in un’intera carriera. Invece Nicolas Federico Lopez Alonso, più semplicemente Nico Lopez, 19 anni da compiere il primo ottobre prossimo, nella sua ancora breve vita calcistica ha già dimostrato di riuscirci con una certa naturalezza. Per questo motivo il suo gol – stop col sinistro, pallonetto e conclusione sempre di sinistro sul primo palo – ha fatto saltare dalla sedia tutti i tifosi giallorossi, la sua famiglia al completo in tribuna, ma non Walter Sabatini.

«Questo è solo l’inizio…», si è lasciato sfuggire a fine partita il direttore sportivo, che si è innamorato di lui vedendolo giocare in Uruguay. Il suo trasferimento ha fatto gridare allo scandalo nel suo paese, con il National Montevideo che ha denunciato per rapimento il suo agente Pablo Betancourt.

 

Ci ha pensato la Roma a risolvere la questione, pagando circa un milione di dollari (corrispondenti all’indennità stabilita dalla federazione uruguaiana) per portarlo, appena compiuti 18 anni, nella Capitale. I primi mesi sono stati di ambientamento con la Primavera di Alberto De Rossi, con la quale ha vinto una Coppa Italia contro la Juventus, a marzo, dopo aver perso in finale il Torneo di Viareggio sempre contro i bianconeri. Una scuola che gli ha fatto bene nel momento in cui si è trovato a confrontarsi con la prima squadra e con Zeman. Il boemo usa ancora bastone («Non ha capito molto del mio gioco») e carota, ma fin dai primi giorni di ritiro ha intuito che con Nico può ripetere quello che in passato ha fatto con calciatori meno talentuosi di lui, trasformati in campioni. Se ha ragione Sabatini, con Nico sarà più facile.

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