Le due curve deserte e gli ultrà dall’estero. In campo e fuori è il derby di chi non c’è

Non ci sono le due curve, la Sud e la Nord, in guerra con il prefetto Franco Gabrielli che le ha divise con una barriera. Non c’è il presidente giallorosso James Pallotta. Non c’è Pjanic squalificato, non c’è Totti e rischia di non esserci De Rossi

di Redazione, @forzaroma

Quella che è la sfida che toglie il sonno alle due tifoserie e ad alcuni protagonisti oggi, come evidenzia Luca Valdiserri su Il Corriere della Sera, è il derby di chi non c’è.

Non ci sono le due curve, la Sud e la Nord, in guerra con il prefetto Franco Gabrielli che le ha divise con una barriera. Non c’è il presidente giallorosso James Pallotta. Non ci sono parecchi giocatori importanti ma infortunati (Strootman, Totti e De Vrij) o squalificati (Pjanic). Ci saranno, invece, un migliaio di agenti per mantenere la sicurezza in un quadrante della città completamente blindato e (se ne poteva fare a meno) infiltrazioni di ultrà polacchi, spagnoli e inglesi venuti a protestare con i «colleghi».

Sarà la stracittadina più vuota di sempre. Un anno fa c’erano stati 51.252 spettatori, oggi si spera di arrivare a 30.000. Un crollo verticale. Per andare allo stadio, ormai, serve più la fede che il denaro.

Garcia non si è lasciato andare a nessun proclama, tipo quello della chiesa rimessa al centro del villaggio: «Voglio vedere una Roma al 200%. Facciamo la nostra partita, giochiamo da Roma, e così avremo tutte le chance di ottenere quello che vogliamo: la vittoria».
Le due squadre vengono da una sconfitta in campionato (Inter-Roma 1-0, Lazio-Milan 1-3), una vittoria nelle Coppe (Roma-Bayer Leverkusen 3-2, Rosenborg-Lazio 0-2) e sono alla settima partita in 22 giorni. 

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