Da Malen a Wesley fino a Soulé che ha fatto il salto, ma non tutto l'organico è all'altezza dell'Europa. Ecco perché a gennaio servono investimenti
La Roma al controllo qualità. Dopodomani, all'Olimpico, per la banda di Gasperini si chiuderà un ciclo da 9 partite in 27 giorni. Dal Como al Sassuolo, passando per le sfide di Champions, ultima quella di Manchester col maledetto United in grado di ribaltare il doppio vantaggio iniziale della Roma. Come ogni controllo qualità che si rispetti, al termine del processo sarà possibile tracciare una linea e conoscere le reali potenzialità del prodotto finale che, nel caso specifico, è rappresentato dalla rosa romanista. L'ipotesi, nota già da fine agosto, è che la Roma sia migliorata rispetto al terzo posto dell'anno scorso. Merito delle maggiori conoscenze tra allenatore e squadra, scrive Simone Valdarchi su Il Tempo, ma anche dal mercato portato avanti dal club. Un'altra congettura piuttosto scontata, poi, riguarda la lunghezza della rosa: se non inadeguata quantomeno ristretta per competere su tre fronti. Uno stress test, restando in tema di controlli aziendali, che qualcuno è stato in grado di superare. Quest'ultimo periodo, ad esempio, ha esaltato la crescita di Soulé, diventato ormai riferimento tecnico sulla trequarti. ma per crescere ancora serve qualcosa in più. Lo sa bene D'Amico.
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