Garcia predica attacco e ritmo ma i suoi dubbi sono dedicati tutti a Totti

Il grande dubbio giallorosso – ma rischia di esserlo per tutta la stagione – è la presenza o meno in campo del capitano

di Redazione, @forzaroma

Una partita come questa che arriva solo alla seconda di campionato è tanto, forse troppo e in Italia questo rischia subito di trasformarsi in uno psicodramma come evidenzia oggi il Corriere della Sera. 

Roma un punto e Juve zero; Garcia nel mirino dei critici e Allegri che ha già qualcosa da dimostrare; sciopero annunciato della curva Sud contro la decisione del prefetto Gabrielli di dividere in due il settore (con il beneplacito di Pallotta, almeno secondo gli ultrà); allarme rosso e controlli intensificati intorno all’Olimpico, tanto che i cancelli saranno aperti alle 15.30 per evitare ai tartassati tifosi file chilometriche; troppi giocatori della Roma – da Iturbe a Ljajic, da Ibarbo a Gervinho – che non sanno ancora se resteranno in giallorosso oppure no.

Le statistiche dicono due cose: 1) la Juve ha perso il 50% dei gol segnati contro la Roma nelle quattro partite dell’era Garcia (3 Tevez, uno Vidal); 2) Garcia ha battuto almeno una volta in campionato tutte le squadre italiane tranne due: Palermo (un pari e una sconfitta nell’ultima gara, inutilissima, del torneo scorso) e appunto Juventus (tre k.o., un pareggio, una vittoria ma in Coppa Italia con gol di Gervinho).
Il grande dubbio giallorosso – ma rischia di esserlo per tutta la stagione – è la presenza o meno in campo di Francesco Totti. Contro il Verona ha passato 90’ in panchina e se non dovesse partire tra i titolari anche oggi sarebbe un «record al contrario».

Tra pochi giorni gli anni saranno 39, ma la velocità nel calcio non è solo quella delle gambe. Vale altrettanto, forse di più, quella delle idee per far correre il pallone. Dzeko-Salah di punta e Totti trequartista sarebbe una soluzione gradita a tanti allenatori, ma Garcia è pronto a rinunciare a Gervinho?

Come dice Velasco: chi vince esulta e chi perde spiega. La Roma, più che mai, deve vincere.

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