Garcia è l’unico a salvarsi dai tifosi: “Non mollo, siamo soli contro tutti”

“Ci sono – le parole del tecnico – due possibilità: o molliamo o alziamo la testa, e io non ho intenzione di mollare. Lo stesso atteggiamento me lo aspetto dai miei calciatori, con cui ho parlato dopo la partita: chi ha la personalità, il carattere e l’orgoglio mi seguirà, chi sarà troppo debole non mi interessa”

di Redazione, @forzaroma

L’unico a salvarsi dalla dura contestazione dei tifosi è stato Rudi Garcia, incitato dalla Curva che invece ha fischiato tutta la squadra. Forse è proprio da questa presa di posizione che il tecnico francese ha trovato la forza per provare a reagire dopo l’umiliante sconfitta contro la Fiorentina. «Ci sono – le parole del tecnico – due possibilità: o molliamo o alziamo la testa, e io non ho intenzione di mollare. Lo stesso atteggiamento me lo aspetto dai miei calciatori, con cui ho parlato dopo la partita: chi ha la personalità, il carattere e l’orgoglio mi seguirà, chi sarà troppo debole non mi interessa. Ho sempre detto che nella difficoltà immensa servono i veri uomini, e io andrò sicuramente in guerra. So che in questo spogliatoio c’è carattere, che ognuno dei miei calciatori può risollevare la Roma, conto su tutta la mia rosa, ma in questo momento di sofferenza bisogna dare questo messaggio, perché il capo deve sempre dare l’esempio».

Difficile trovare una spiegazione per quello che si è visto in campo. «Quando regali due gol è impossibile qualificarci, sono mortificato perché la voglia dei ragazzi c’era ma contro gli errori individuali non si può fare niente. Non c’è problema tattico o fisico, ora dobbiamo concentrarci sul campionato e cercare in tutti i modi di difendere il secondo pos to pe r ché pe r f a re una stagione accettabile dobbiamo qualificarci in Champions: l’abbiamo giocata quest’anno e vogliamo rigiocarla il prossimo. Siamo soli contro tutti, lo sappiamo, e questo ci deve caricare. Questa stagione può ancora finire bene, niente è ancora perso».

Durissima anche l’autocritica del d.s. Walter Sabatini. «La squadra e l’allenatore hanno scontato degli errori che io ho commesso sul mercato di gennaio: c’era bisogno di rinforzare la rosa, ho fatto delle scelte che non hanno portato frutti. Dovrò tener conto degli errori, Salah è uno di questi, me li devo ascrivere tutti: si sono riversati sulla squadra ma la responsabilità è solo la mia. Dimettersi adesso significherebbe scappare, io non sono abituato a farlo e nemmeno Garcia che rimarrà fino al termine del suo contratto (scadenza 2018 n.d.r.), ma quello che ho detto varrà per il futuro: al termine della stagione parlerò con la società». I tifosi hanno contestato duramente la squadra, salvando solo il tecnico. «Sono legittimati ad esprimere qualsiasi opinione. Noi siamo responsabili di questi calciatori di cui io sono orgoglioso, anche se stanno attraversando un periodo nefasto. Dobbiamo avere la forza per continuare a combattere per l’ultimo obiettivo che ci è rimasto, il secondo posto, probabilmente il più importante ».

Tra i calciatori che più di altri si sono prestati al confronto coi tifosi, c’è Morgan De Sanctis. «Non ci si sottrae davanti alla responsabilità e ci sentiamo di averne, siamo i primi a non essere contenti di quello che stiamo facendo. Quando i tifosi manifestano disappunto è doveroso prenderci le nostre responsabilità e ascoltare da vicino il loro pensiero e la loro delusione, che però è anche la nostra».

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