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Dzeko: “Io e la Roma ci siamo capiti. Dovrei essere cattivo? Mai”

Il centravanti giallorosso torna a parlare: "Non penso che la Juve è a 7 punti, penso che mancano 25 partite e sono un sacco di punti. Abbiamo bisogno dei tifosi"

Redazione

Dall’alto di 15 gol in 19 partite tra campionato (10) ed Europa League (5, gli ultimi 3 giovedì sera contro il Viktoria Plzen), Edin Dzeko potrebbe prendersi tante rivincite. Ma, intervistato da Luca Valdiserri per il Corriere della Sera, se la cava con una frase che dice tanto di lui e della sua vita: «È passato. Io vivo nel presente. Sono arrivato da un altro Paese e da un campionato differente. Forse avevo bisogno di tempo, ma adesso ho imparato tanto sulla serie A, sui difensori, sugli stadi e sui club. Si vede anche in campo, vero?».

È Edin Dzeko che ha capito Roma o è Roma che ha capito Edin Dzeko?

«Tutte e due le cose. Sono arrivato da un altro Paese e da un campionato differente. Forse avevo bisogno di tempo, ma adesso ho imparato tanto sulla serie A, sui difensori, sugli stadi e sui club. Si vede anche in campo, vero?».

Spalletti le chiede di essere più cattivo...

«Bisogna capire che cosa vuol dire essere cattivo. Se sbaglio due occasioni è perché non sono cattivo? Sbaglio perché sono buono? Per me cattivo significa che devi sfruttare tutte le occasioni che hai, che ti devi concentrare di più. E io mi impegno per farlo. Ma non posso cambiare a 30 anni. Sono fatto così. Sono nato così».

Roma ancora in lotta per lo scudetto?

«Prima dell’Atalanta tutti a dire che possiamo vincere lo scudetto. Dopo la sconfitta, è un fallimento. Abbiamo perso una brutta partita, ma questo è il passato. Non penso che la Juve è a 7 punti, penso che mancano 25 partite e sono un sacco di punti. Con il Manchester City abbiamo vinto il secondo titolo quando sembrava già del Liverpool. Li abbiamo superati alla penultima giornata. Da allora, per me, non esiste più la frase: è finita!».

La curva Sud non ci sarà nemmeno al derby. Cosa ne pensa?

«Abbiamo bisogno dei tifosi. Lo Juventus Stadium è sempre pieno, così è più facile. Il calcio è per i tifosi».