Tutti i retroscena, da Koné a Cacciamani. Sono 20 i calciatori di movimento in rosa della Roma dopo il mercato, 6 gli acquisti completati

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D'Amico ammette: "Numericamente in attacco siamo corti, ma potremo agire a gennaio"

La prima volta, pure la più scomoda. Alla fine di un mercato che non è terminato come la Roma si augurava. Tony D'Amico a Trigoria, in con conferenza. Sul mancato arrivo del giocatore cercato, da Greenwood fino a Leweling: "La nostra priorità era rinforzare l'attacco. Non abbiamo spostato alcun tesoretto sul centravanti. È arrivato Mora che ha caratteristiche diverse ma lo immaginiamo in quel ruolo (esterno sinistro, ndr). Poi abbiamo cercato un attaccante esterno con caratteristiche diverse, più fisiche". Non è arrivato perché non si è riusciti a chiudere le trattative: l'inserimento dell'Al Hilal su Summerville, i ripensamenti di Leweling, il terremoto Koné, i problemi con la Gazprom per Luiz Henrique. Ma una cosa c'è da dire: la proprietà, ovvero i Friedkin, non ha bloccato l'arrivo di alcun giocatore. Lo scrive Davide Stoppini su Il Corriere della Sera. La verità è che la Roma ha provato ad adattare il suo piano alle difficoltà del mercato. D'Amico: "Realisticamente ci manca un giocatore, uno che avrebbe fatto il doppio ruolo. Siamo leggermente corti, ma per gennaio individueremo un altro profilo". E poi c'è il caso Salah-Eddine: la sua mancata cessione avrebbe favorito l'arrivo di Cacciamani. "Sì, valutiamo il mercato degli svincolati, decideremo più avanti": la Roma si sta guardando intorno. L'affaire Koné: "Non c'è stata un'offerta del Chelsea, ci sono stati sondaggi". Una bugia bianca, per motivi diplomatici.

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