Ciclone Roma

di finconsadmin

(Corriere della Sera – F.Monti) Sette volte Roma. Come tredici mesi fa, ha travolto l’Inter, vincendo la settima partita consecutiva, segnando tre gol (venti in tutto) ad una squadra che ne aveva presi tre nelle prime sei gare. Basterebbero questi numeri per illustrare la serata dei giallorossi, che hanno messo in vetrina un calcio magnifico, capace di unire forza fisica, velocità, organizzazione, efficacia, senso delle giocate verticali. Per ora il lavoro che ha saputo fare Rudi Garcia è impressionante, per il futuro si vedrà. L’Inter, che è uscita dalla partita a fine primo tempo, quando ha incassato lo 0-3, non è stata né brava, né fortunata negli episodi specifici,maè stata dominata da un avversario che ha dimostrato di essere superiore in tutto. L’ostacolo, al momento, era troppo alto, ma qualcosa Mazzarri dovrà rivedere. L’Inter è partita meglio, ma la Roma ha sempre dato l’impressione di poter colpire, grazie ad una capacità di ribaltare l’azione e a movimenti collettivi di altissima qualità.

Così, dopo aver subito il pressing alto dei nerazzurri senza soffrire troppo, al primo errore avversario (disimpegno di Ranocchia molle e sbagliato), la squadra di Garcia è passata: palla di Gervinho per Totti, che ha avuto il tempo e lo spazio per preparare il tiro, ha mirato il palo alla destra di Handanovic e ha colpito. Nei sette minuti successivi, la Roma ha fatto quello che ha voluto: perfetta nella fase difensiva, con De Rossi spesso centrale aggiunto, ha saputo distendersi trovando spazi contro una squadra che, senza Campagnaro, ha avuto sbandamenti paurosi, soprattutto quando il pallone è finito fra i piedi di Gervinho, che ha spaccato la partita con le sue volate. Juan Jesus ha rischiato il rigore sull’ivoriano, ma all’improvviso la partita si è girata, con l’Inter che è tornata a galla: Guarin ha rischiato di rompere il palo, con De Sanctis battuto; Alvarez ha costretto il portiere ad una parata a terra sulla linea; i nerazzurri hanno sfruttato malissimo due punizioni da ottima posizione.

L’idea di ribaltare la situazione con iniziative isolate ha spinto gli interisti a cercare soluzioni individuali, come quella firmata da Juan Jesus, che è partito in percussione e dopo 50 metri ha perso la palla, spalancando la strada alla ripartenza romanista, che ha portato Pereira ad abbattere Gervinho, apparso nel replay fuori area, ma giudicato all’interno dall’arbitro di porta Guida, per il rigore trasformato da Totti. Rolando ha salvato con un recupero di testa in area sul cross di Florenzi, ma il terzo gol è arrivato due minuti dopo, da uno schema su angolo così elaborato da aprire un’autostrada a Strootman, su magia di Totti. L’olandese ha aspettato l’attimo giusto per consegnare la palla a Florenzi per lo 0-3. Mazzarri ha cercato di rianimare l’Inter ormai sconclusionata e sotto choc, aggiungendo Icardi (per Pereira) e ripartendo con la difesa a 4, ma con risultati modesti, perché sarebbe stato impossibile complicare la vita a questa Roma avanti di tre gol. Anzi, in apertura era stato Handanovic a compiere una paratona su Florenzi per evitare lo 0-4.

I nerazzurri, pur animati da buoni propositi, hanno dovuto fare i conti con una squadra capace di chiudere tutti gli spazi, di recuperare il pallone con grande puntualità e sempre pronta a buttarsi sulla palla per ripartire. Il gol è arrivato, ma sul colpo di testa Ranocchia ha colpito il braccio di De Sanctis e Guida ha fatto annullare il gol a Tagliavento. Mazzarri ha aggiunto anche Milito, tre attaccanti più Alvarez sono stati molto più di un segnale di disperazione, con Gervinho che ha fallito non si sa come lo 0-4 davanti ad Handanovic, in una partita in totale controllo dei giallorossi , anche dopo l’espulsione di Balzaretti, pareggiata dall’uscita di Alvarez per infortunio.

 

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