Le avversarie in Champions: CSKA, City e Bayern vincono il match infrasettimanale

Tra Martedì e Mercoledì anche le altre squadre del girone E hanno giocato, chi in coppa chi in campionato. Vittorie larghe per le due favorite City e Bayern, mentre il CSKA continua a non convincere.

di Bruno Di Benedetto, @BrunoDibe

CSKA MOSCA – Il CSKA passa 1 a 2 sul campo del Khimik e accede agli ottavi di finale della coppa di Russia. Consapevole del livello inferiore dell’avversario, terzultimo in PFN Ligi (la serie B russa), la squadra allenata da Sluckij si presenta con una formazione rivoluzionata per dieci undicesimi rispetto alla partita di domenica scorsa contro la Lokomotiv. Purtroppo per il CSKA, la partita si fa in salita al 38′, quando Stolbovoy, bravo a sfruttare un pasticcio dei difensori, porta in vantaggio i padroni di casa. I rossoblu sono quindi costretti all’assedio per il resto della partita. Al 67′ il pari arriva grazie allo sfortunato autogol di Tagilov, e solo al 84′ Dzagoev, di gran lunga il migliore in campo, riporta le cose alla normalità, siglando il gol della vittoria con un bel destro all’angolino. Vittoria con fatica dunque per la squadra di Mosca, che riconferma alcune fragilità.

MANCHESTER CITY – Il City straccia lo Sheffield Wednesday 7 a 0, nel terzo turno di Carling Cup. Dopo avere resistito quarantacinque minuti, i Gallesi vengono travolti da quattro reti nei primi 12′ del secondo tempo. Segnano Lampard, Dzeko, Navas e Touré, quest’ultimo trasformando un rigore costato il rosso a Zayatte. In superiorità numerica il City passeggia per il resto del match, ma si concede il lusso di segnarne altre tre: ancora Dzeko e Lampard, con in mezzo un gol del “mini Messi” Josè Angel Pozo, spagnolo classe ’96. 

BAYERN MONACO – Vittoria schiacciante anche per i bavaresi che alla quinta di campionato sconfiggono all’Allianz Arena la rivelazione Paderborn. La partita viene vinta sostanzialmente nel primo quarto d’ora, quando un assedio costante all’area di rigore avversaria frutta alla squadra di Guardiola due gol (al ‘7 Gotze su assist di tacco di Muller, e al 13’ Lewandoski con un gran tiro dal vertice destro dell’area) e una quantità innumerevole di nitide occasioni. Il Paderborn non riesce a reagire, e anche quando il Bayern concede qualche spazio, sul finire del primo tempo e per buona parte del secondo, non riesce mai a rendersi davvero pericoloso. Dopodiché al ’77 il tiro di Muller viene rimpallato da un difensore e finisce tra i piedi di Gotze che non si fa pregare e segna la sua doppietta. Sette minuti più tardi l’ennesima incursione di Robben permette a Muller di deviare in rete e finalmente festeggiare una sua marcatura. Finisce 4 a 0 una partita senza storia. Dopo il pari ad Amburgo, il Bayern si conforta con la certezza che, quando là davanti giocano i titolari (oggi Robben, Gotze, Muller, Lewandoski), non si rischia di rimanere a secco.

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