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AIC, Calcagno: “Bisogna ripartire assieme e garantire la parità competitiva”

Il vicepresidente dell'assocalciatori aggiunge: "La Serie A genera entrate anche per le altre categorie. Farlo ripartire non significa farlo ad ogni costo, è una forma di responsabilità anche verso gli altri"

Redazione

Umberto Calcagno, vice di Damiano Tommasi nella presidenza AIC, torna a parlare della situazione del calcio italiano e della ripresa degli allenamenti. Di seguito le sue parole a Radio 24:

“Al di là dell’evolversi di queste ore, la mia sensazione è che dovremo imparare a convivere col virus. Possiamo fare i primi passi per riprendere? Credo di sì, con la tutela della salute. Se non iniziamo a far fare allenamenti singoli e a scremare un po’ di preparazione ci toglieremo la possibilità di continuare le competizioni. Abbiamo bisogno di chi ci dica se questa prima fase si può riprendere e come. Il protocollo individuale c’è, va applicato e bisogna ricominciare. Ci sono società che non stanno convocando formalmente i calciatori e lasciano possibilità di praticare allenamenti singoli. Poi però bisogna ripartire assieme per non favorire nessuno e garantire la parità competitiva. Convocare su base volontaria è una forzatura già di per sè, ma non mi risulta ci siano calciatori che si sono rifiutati di fare qualcosa. Spero che la convocazione su base volontaria non sia poi oggetto di contenzioso, vorrebbe dire non capire il momento. Prossimi incontri? I calciatori si aspettano che l’incontro non sia tra due entità una contro l’altra. La Serie A genera entrate anche per le altre categorie. Farlo ripartire non significa farlo ad ogni costo, è una forma di responsabilità anche verso gli altri“.