Zaniolo, il racconto degli ex compagni: “Nato pronto, nello spogliatoio è un leader”

Zaniolo, il racconto degli ex compagni: “Nato pronto, nello spogliatoio è un leader”

Parlano i giocatori che lo hanno visto crescere e il suo ex tecnico Vecchi: “Può diventare una mezzala di livello internazionale”

di Redazione, @forzaroma

Nicolò Zaniolo si sta conquistando la Roma. Partita dopo partita, prestazione dopo prestazione, ha stupito tutti. Ad eccezione degli ex compagni di squadra, che a Sportweek hanno raccontato la loro versione sull’esplosione del talento giallorosso. Il primo è Marco Sala: “Zaniolo è nato pronto. Sa tenere il pallone in ogni zona del campo, non gliela porti mai via, la protegge benissimo con il fisico”. Prosegue Federico Valietti: “Nicolò è aperto, solare e gioviale, sa tenere allegro lo spogliatoio. Sdrammatizza con una battuta, ti toglie l’ansia di dosso, fa calare la tensione, tranquillizza il gruppo. In questo senso, un leader. Arrivava da sette partite in B con l’Entella, si vedeva che era avanti agli altri”.

Questa la testimonianza di Bettella“In campo porta la leggerezza che lo caratterizza fuori. Ed è questo che, in positivo, fa la differenza nel suo rendimento. Di notte non riesce a stare fermo. Va sempre a letto presto e si sveglia altrettanto presto, anche quando non c’è bisogno. Mi fu sufficiente solo un allenamento per rendermi conto di che razza di giocatore avessi di fronte, quando prendeva la palla ti saltava ogni volta”. Lombardoni: “E’ uno dei pochissimi che sia riuscito a fare un salto di qualità del genere. Mi colpiva la forza che metteva in campo, la sua capacità di abbonare qualità e potenza, ma non avrei mai detto che avrebbe sfondato tra i grandi in così poco tempo”. Chiude il suo ex tecnico Vecchi: “Secondo me può diventare una mezzala di livello internazionale: ha un gran tiro e sa inserirsi senza palla. La sfacciataggine è il suo punto forte. Da me ha preso sonori cazziatoni, proprio perché gli bastava poco per indirizzare la partita dove la voleva lui. Lo rimproveravo per tenerlo sempre sul pezzo, gli sono bastati due-tre mesi di Serie A per fare un salto di qualità mentale”.

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