Zaniolo, dalla lite con Mancini ai rimproveri di Totti e Fonseca: quando il talento è genio ribelle

Le ammonizioni del tecnico e del difensore dopo il Verona sono solo le ultime rivolte a Nicolò: tutti i misunderstanding nella Roma e in Nazionale passando per Ranieri, Petrachi e Di Biagio

di Saverio Grasselli, @save_grasselli

Il taglio di capelli ricorda Will Hunting, il genietto ribelle interpretato da Matt Damon che non dava ascolto ai consigli del suo terapista (Robin Williams) per incanalare il grande talento nella giusta direzione. Nicolò Zaniolo, a grandi linee, sembra calzare a pennello con il paragone: vero (e forse unico) fuoriclasse della Roma che a volte pecca di superbia. Il finale di partita di ieri contro il Verona come ritorno agli errori giovanili, già sperimentati in passato, e naturali, per un ragazzo che ha da poco spento 21 candeline. Errori che tuttavia vanno corretti, se davvero si vuole evitare il 7 in condotta o, nella peggiore delle ipotesi, una svolta sulla cattiva strada.

Zaniolo e la lite con Mancini. Fonseca: “Non sono soddisfatto”

 

Ok i capelli con le meches stile supereroe da manga giapponese, bello il rientro in campo contro il Napoli, stupendo il gol del ritorno al Brescia: decisamente meno la polemica che lo vede protagonista in negativo nel finale col Verona, dopo la sostituzione al 66′ di Lorenzo Pellegrini. Sul campo Zaniolo è stato ripreso da Gianluca Mancini (solo tre anni più senior) per la mancata rincorsa e pressing agli avversari negli ultimi minuti, quando la formazione di Juric si stava scagliando alla ricerca del pareggio nei pressi di Pau Lopez.

Questioni di atteggiamento: il 22 giallorosso non è entrato nel migliore dei modi, beccandosi oltretutto il giallo di Maresca al 71′ per un intervento pericoloso su Empereur. Anche Jordan Veretout si è accorto dell’attitudine sbagliata di Zaniolo, appoggiando le critiche di Mancini (“Dobbiamo correre tutti, se non lo avessimo fatto non avremmo potuto vincere”). Nel post-gara, poi, sono arrivate anche le parole di Paulo Fonseca a rincarare la dose: “Sto con Mancini. Zaniolo deve capire che quando entra deve lavorare per la squadra. Oggi non mi è piaciuto, non l’ha aiutata. Qui tutti devono lavorare per la squadra, l’ho sempre detto. Non sono soddisfatto del suo atteggiamento”.

Da Petrachi e Fonseca a Ranieri: tutti i rimproveri a Zaniolo

 

A buon intenditor poche parole. Zaniolo era stato messo in allerta già alla vigilia del match dallo stesso tecnico portoghese, insoddisfatto durante la settimana di allenamenti, facendo perno sull’importanza della squadra: “Non posso pensare solo a lui, prima viene la squadra. Se c’è possibilità giocherà qualche minuto, altrimenti no”. Il valore del gruppo, in un momento il cui la qualità del gioco tarda ad arrivare (il Dzeko di ieri ne sa qualcosa): normale se si pensa alle difficoltà del momento, agli impegni ravvicinati (anche Juventus e Lazio hanno subito un brusco stop, l’Atalanta di Gasperini è l’unica in palla in questo momento), come è normale il sacrificio del singolo sull’altare del gruppo.

In stagione Gianluca Petrachi, senza peli sulla lingua, aveva da subito messo in chiaro l’iter da seguire: “Dobbiamo tenerlo con i piedi per terra, perché a quest’età si tende a perdere il lume. Lui nell’ultimo periodo ha smarrito valori e concetti e con lui parlerò e cercherò non di ridimensionarlo, è giovane e le cazzate le fanno tutti. Si fa presto però a rendere miti giocatori che hanno appena fatto 15 presenze in Serie A. Ha avuto un exploit importante senza un finale all’altezza. Mi piacciono le cose concrete, ma serve umiltà e lavoro per diventare un top”.

Andando indietro nel tempo, però, le rimostranze per le sbavature attitudinali di Zaniolo non mancano. Claudio Ranieri, nel finale della scorsa stagione, spesso gli aveva preferito Pellegrini trequartista o Kluivert e Under come esterni, nonostante il boom con Di Francesco. “È più importante la Roma del proprio ego. Faccio appello all’intelligenza dei ragazzi”.

Lo stesso Ranieri a settembre aveva tagliato le gambe ad un possibile paragone Zaniolo-Totti: “Non è il suo erede, è un ottimo giocatore che può diventare un campione ascoltando i suoi allenatoriDovete stare calmi – aveva avvisato l’allenatore Testaccino  – perché deve crescere e deve farlo in sordina senza riflettori”.

Zaniolo e le esclusioni in Nazionale. Totti: “Rimanga con i piedi per terra”

 

I segnali per correggersi erano arrivati anche dalla Nazionale, quando Roberto Macini aveva tenuto out il fuoriclasse della Roma e Kean contro Armenia e Finlandia per un ritardo al risveglio muscolare e alle riunioni tecniche con l’Under 21: “Per giocare in Nazionale ci vogliono doti tecniche ma anche comportamentali. Non hanno fatto niente di grave, una cavolata. Però servirà loro per il futuro, per sapere come comportarsi anche quando si sta via da casa quaranta giorni”.

Sulle decisioni di Mancini erano arrivati anche i commenti di Francesco Totti: “Zaniolo deve rimanere con i piedi per terra, è un buon giocatore ma deve dimostrare tanto. Non bastano 5-6 partite per essere un top player. Deve fare la differenza e ci riuscirà sicuramente”. Di Biagio, in passato, lo aveva già punito escludendolo dalla rosa per la delicata gara contro il Belgio, valida per l’accesso alle semifinali dell’Europeo Under 21: “Alleno una squadra e ci sono delle regole: se non vengono rispettate in più occasioni le ripeto anche più volte. Un allenatore ha il dovere di intervenire. Sono anche un educatore di questi ragazzi cresciuti insieme a noi in un certo modo, il fatto di vincere o non vincere è irrilevante rispetto alla squadra che io alleno”. Zaniolo per la gara in questione era comunque squalificato.

Roma, il futuro di Zaniolo: la cessione societaria per blindarlo

 

Nonostante tutto, a differenza del party privato organizzato da Moise Kean durante il lockdown inglese, Zaniolo ha già dato segnali di miglioramento: il suo recupero e le parole dei preparatori atletici della Roma sulla sua professionalità ne sono una prova inconfutabile. Il grande interrogativo che si pone il club adesso è sul suo futuro: perché è vero che il ragazzo ha già espresso la volontà di rimanere nella capitale, però è altrettanto vero che i conti del bilancio societario soffrono e hanno bisogno di liquidità.

C’è da dire che una cessione di Zaniolo durante la prossima finestra di calciomercato porterebbe nelle casse della Roma una cifra minore rispetto alla valutazione reale del suo cartellino, causa ridimensionamenti coronavirus. Difficilmente Pallotta&Co rifiuterebbero i 50/60 milioni cash, se Juventus (o Tottenham e Real Madrid) bussassero alla porta. Di una cosa però si è sicuri: Zaniolo, giovane e “ribelle”, ha tutta la strada davanti per correggersi, tornare indietro sui suoi errori e spiccare definitivamente il volo. C’è un club alle sue spalle, un allenatore e una famiglia presente su ogni fronte. La sua fidanzata Sara può essere un aiuto in più, proprio come per Will Hunting lo era stato la giovane Skylar.

 

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy