Prima il sogno del Real, poi il rischio di smettere: Wesley si è ripreso tutto e ora sfida i Blancos

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Un ragazzo di 12 anni, un sogno e una valigia piena di speranze. Wesley era così. Giovane, con il pallone tra i piedi e un futuro tutto da scrivere. Nel 2016, però, quel futuro sembrava già avere una destinazione precisa: Madrid. Il Real. La squadra che sognava di raggiungere. L'occasione arrivò a Florianopolis, in Brasile. A renderla possibile fu Savio Bortolini, ex calciatore di Real Madrid e Flamengo, che aveva ottenuto dieci posti per bambini svantaggiati in un camp organizzato dai Blancos in cambio dell'utilizzo della propria immagine. Wesley fu tra i migliori. Il premio? Un viaggio in Spagna e una settimana di allenamenti con il Real. Un sogno a occhi aperti per un ragazzino di 12 anni. Ma quel viaggio non si concretizzò mai. La porta si chiuse prima ancora di aprirsi davvero. Poi arrivarono gli anni difficili. Il Figueirense, il Tubarao e la pandemia. Il calcio si fermò e con lui anche le ambizioni di Wesley.

Wesley AS Roma v FC Internazionale

Tanto da spingerlo a pensare di mollare tutto. Si ritrovò a lavorare nel ristorante di famiglia, dove sua madre faceva la cuoca e sua sorella dava una mano. Lui parcheggiava le auto. Lontano dai campi, lontano da quel sogno che sembrava ormai irraggiungibile. "Pensavo che il calcio non fosse nel mio destino". A cambiare la storia fu proprio la sorella, che lo convinse a riprovarci. Wesley tornò in campo, si rimise in gioco e riuscì a prendersi il futuro che aveva immaginato da bambino. Prima il Flamengo, poi l'Europa grazie alla Roma. Sono passati dieci anni da quel camp. E stasera Wesley ritrova il Real Madrid, la squadra che da bambino aveva sognato di raggiungere. Quel viaggio non è mai arrivato. Lui, invece, è arrivato fin qui. E adesso vuole dimostrare ai Blancos cosa si sono persi.

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