Il Mondiale nel destino giallorosso: il futuro passa anche da qui

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Ndicka-El Aynaoui-Celik

Uno guida la difesa della Roma. L’altro il centrocampo del Marocco. Ndicka ed El Aynaoui arrivano ai Mondiali con due percorsi opposti. L’ivoriano è stato un punto fermo della Roma. Un titolare quasi sempre imprescindibile. Un pilastro della stagione giallorossa. Il marocchino, invece, ha vissuto una stagione più in ombra. Ma il Mondiale può cambiare tutto. Come già accaduto con la Coppa d’Africa, ora ha un’altra grande vetrina per mettersi in mostra. Giocare con gli occhi del mondo addosso è un’altra storia. Il suo Marocco resta una delle nazionali più interessanti del torneo. Talentuosa. Organizzata.

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Nel 2022 è arrivata fino alla semifinale. Ora l’obiettivo non può essere molto diverso. Dopo la Coppa d’Africa, diverse squadre avevano già iniziato a seguirlo. Un buon Mondiale potrebbe riaccendere tutto. La Roma lo ha pagato circa 30 milioni. Il suo valore può solo crescere. Discorso diverso per Ndicka. Arriva al Mondiale non al meglio della condizione, con l'infortunio alle spalle. E con una Costa d’Avorio meno attrezzata rispetto ad altre big. Il girone non è semplice. Ecuador e Germania le principali avversarie. Ma Ndicka non è tipo da farsi condizionare. Con la Roma è stato decisivo. Ha contribuito al ritorno in Champions. Il suo valore è di circa 30 milioni. E il Mondiale può solo alzarlo. Non ridurlo. Poi, c'è Celik: l'ultimo giallorosso convocato all'appello. Il futuro del turco è in bilico: il contratto scade il 30 giugno e non ci sono novità sul futuro. Lui è un perno della Turchia di Montella. Se farà bene potrà essere un motivo in più per allungare la sua vita nella Capitale. Sennò, si penserà ad altro.

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