Abbiamo raccolto in un unico articolo tutte le dichiarazioni su Francesco Totti rilasciate da allenatori, calciatori ed ex calciatori, cantanti, attori, politici ed altri personaggi sportivi e non. Uno spaccato delle opinioni dedicate al numero 10

EX CALCIATORI

ALESSANDRO DEL PIERO: "Se uno prende la carriera di molti giocatori, alcuni dei quali considerati bandiere, a fine carriera ci sono argomenti validi per poterne fare delle fiction. Alcuni di questi, le cosiddette bandiere meriterebbero poi uno spazio appropriato. Il caso Totti? Cosa sia poi più giusto o meno  lascia spazio ad argomentazioni più ampie che meriterebbero riflessioni più profonde. Non ho ancora avuto occasione di sentire Totti".

MARCO DELVECCHIO: "E’ stata una incomprensione, ma per me non ci saranno ripercussioni. Naturalmente queste situazioni scaturiscono da mancati chiarimenti, ma non credo durerà a lungo. Spalletti a fine gara ha parlato bene, adesso deve decidere il Capitano cosa fare. Se questo discorso fosse stato fatto faccia a faccia sarebbe stato meglio, Totti merita rispetto perché è un matrimonio della Roma. Il suo futuro? Questo lo sa solo lui, ma è chiaro che deve iniziare a pensare al suo futuro da non calciatore"

RONALDO: “Francesco Totti ha fatto la storia del calcio italiano e della Roma, lì ha vissuto tutta la sua carriera, si merita rispetto. Deciderà lui quando fermarsi, quando dovrà ritirarsi. Noi facciamo questo lavoro perché lo amiamo tanto, non solo perchè siamo pagati. Non conosco un calciatore che non abbia giocato senza farlo con passione”.

CHRISTIAN VIERI: “Se vuole e sta bene deve continuare a giocare, se vuole smettere, smette. Deve decidere lui. Come ci si sente quando arriva il momento? C’è chi vuole e chi non vuole giocare, lui sta bene fisicamente, dipende sempre da lui. L’importante è che nessuno gli dica quel che deve fare. Spalletti è un grandissimo tecnico, una grande persona, farà molto bene. Deve fare le sue scelte. Francesco ha 40 anni, vuole giocare, è un grande campione. Se vuole andare all’estero va, altrimenti finisce a Roma. Qualsiasi decisione prenderà, sarà quella giusta”.

DAMIANO TOMMASI: “SI sapeva che la situazione Roma-Totti non fosse normale ma speciale, perché riguarda lui e la città e perché per progettare un futuro bisogna fare scelte che non si vorrebbero fare. Rischi? Solo positivi, che ci si parli ancora più chiaramente, si troverà la maniera giusta per portare avanti ancora la Roma con Totti in futuro. Ci sono tanti esempi di grandi realtà calcistiche che vanno avanti benissimo, è sempre difficile partire da un punto molto alto: quando si diventa una bandiera, per diventare un top tra i dirigenti devi dare ancora di più, non è facile trovare un ruolo per un dopo carriera. Non è semplice trovare un posto che non sia in campo per chi ha fatto del campo il suo palcoscenico”.

JOHN ARNE RIISE: “Totti? Con tutto il rispetto per gli altri giocatori, Totti è un Dio. Lo conoscevo già prima di arrivare alla Roma, ma da compagno di squadra mi ha sempre sorpreso. E’ un ragazzo molto simpatico ed educato, ama scherzare e aiutare i compagni. Certo, ad essere onesto, il suo inglese era terribile e comunicare con lui non era semplice. Ma era sempre disponibile e la sua porta era sempre aperta. E’ davvero difficile immaginare una Roma senza il suo re”.

MARCO TARDELLI: “Sicuramente questa situazione è stata gestita male da entrambe le parti. Francesco, per quello che ha rappresentato per la maglia della Roma, merita qualcosa di importante. A gennaio gli ho consigliato di smettere con il calcio e diventare ambasciatore della Roma nel mondo. Doveva rappresentare quello che Bobby Charlton è stato per il Manchester United. Non so se tutto questo è accaduto perché si sta discutendo il rinnovo del contratto o perche lui si sente ancora un grande calciatore. Come tale però bisogna rapportarsi con cultura e intelligenza nei confronti di società e allenatore”.

GIANNI RIVERA: “Caso Totti? Un giocatore di quel livello deve decidere da solo quando smettere, non farlo decidere agli altri”.

SANDRO MAZZOLA: “Totti è uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi e anche oggi cambia le partite quando gioca anche solo 15-20 minuti. Ma come si fa a cacciarlo?”.

GIANLUCA VIALLI: “Francesco è il giocatore italiano più forte degli ultimi 30 anni, ma fossi stato in lui avrei smesso già l’anno scorso. È stato un errore parlare di rispetto nei confronti di Spalletti perché Totti è da sempre rispettato da tutto l’ambiente”.

GIANCARLO ANTOGNONI: “C’è stato un piccolo errore di comunicazione tra le persone, ma è risolvibile. Paragoni con la mia situazione? Io avevo 31 anni e non 39 ed era un discorso diverso quello dell’85-86 (difficoltà con Agroppi, ndr), comunque capisco l’amarezza di Francesco, bandiera assoluta della Roma. Credo che un giocatore si renda conto quando deve smettere, credo che Totti debba fare un esame di coscienza. Sono che oltretutto la proprietà lo voglia inserire nella dirigenza”.

GIANCARLO DE SISTI: “Totti? Il più grande di sempre. Dispiace quello che è accaduto, Totti forse è il giocatore più forte nella storia della Roma. La sortita di Totti di certo non aiuta la squadra, a perdere in questa situazione è la Roma”.

BRUNO GIORDANO: "È completamente sbagliato il modo e il tempo dell’intervista rilasciata da Totti. Parlare così, a ridosso di una partita, non può che scatenare polemiche su polemiche. Serviva maggior equilibrio da parte del capitano giallorosso, io parto dall’idea che un grande campione debba saper riconoscere i propri limiti. E Totti è sempre stato un grande campione. Ha trascinato per anni la Roma, è il simbolo dei tifosi romanisti, la sua è stata una storia importante. Io, quando ho smesso di giocare a calcio, l’ho deciso da solo. Non ho permesso a nessuno di farlo al posto mio, ho chiuso con lo sport che amo senza rimpianti, senza rovinare il rapporto con nessuno. Solitamente ci si dovrebbe comportare così: Totti ha dato tanto al calcio italiano, non può rovinare tutto e cadere in queste situazioni. Parlare in quel modo non fa bene a nessuno, nemmeno ai compagni di squadra".

BENNY CARBONE: “Spalletti è indifendibile, mandandola a casa durante il ritiro ha fatto una cosa fuori dal mondo. Tra l’altro aveva già umiliato Francesco facendogli giocare appena una manciata di minuti in Champions contro il Real, a risultato compromesso. Sembrava quasi una ripicca. Totti non ha sbagliato i modi perché è stato provocato, fargli giocare pochi minuti è molto più offensivo. Totti ha scritto la storia della Roma, si possono stabilire tante cose ma in modo chiaro e senza giri di parole. Soprattutto senza sentenze: come si va a mandar via il capitano da un ritiro? Come si fa a non chiarire tra loro? E la società quando interverrà, dall’altro capo del mondo? Spalletti sarà pure un buon allenatore, ma non ha scritto la storia come Totti e comunque vada non la scriverà. Forse i troppi anni in Russia gli hanno annebbiato la memoria, eppure ha allenato Totti e dovrebbe conoscere qualsiasi cosa nei dettagli. È’ assurdo come non si riesca a gestire un rapporto, a guardare un emblema del club negli occhi, comunicandogli qualsiasi cosa ma comunicandogliela e non facendogliela capire. Spalletti può indovinare tutte la mosse tattiche da qui a maggio, ma ha sbagliato quella più importante. Senza un briciolo di stile o di trasparenza. Totti è e resterà un’icona del calcio mondiale, la Roma e i romani avranno il dovere di tutelarlo. Indipendentemente da Spalletti”.

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