Era la prima scelta quando si parlava di Guidolin, Mazzarri e Zeman: altri tempi, certo, ma con un sorriso anche Totti aveva detto la sua, indicando nel toscano il nuovo motore della rinascita romanista. E la dirigenza, ovviamente, aveva tenuto conto della sua opinione. Tra penali, veleni e polemiche con l'Udinese, Luciano Spalletti era riuscito a liberarsi per allenare la Roma: "Una grande opportunità" inutile ricordare la soddisfazione per un salto di qualità enorme, dalla provincia alla Città Eterna per dimostrare al calcio italiano la crescita della propria filosofia di gioco

L’ADDIO 2009

L'ultimo anno "pieno" di Luciano Spalletti comincia con diverse incognite: le prime giornate mettono a dura prova tutto l'ambiente, in pochi si ricordano della nona Coppa Italia vinta solo qualche mese prima e sentire parlare di dimissioni lascia intuire che qualcosa stia cambiando. "Non mollo, a Roma sto bene" un'assicurazione che arriva dopo le voci estive su contatti insistenti con il Chelsea di Abramovich, per molti il punto di svolta nel rapporto tra tecnico e spogliatoio. Totti, nel frattempo, è alle prese con problemi alla schiena e al ginocchio sinistro, nell'anomalia dei risultati assiste in silenzio alla fine di un ciclo. La stagione termina con un sesto posto in campionato e poche soddisfazioni nelle coppe, l'immagine più significativa è a maggio, quando a Trigoria Totti e Spalletti passano venti minuti a correre l'uno accanto all'altro confrontandosi in un'insolita chiacchierata.

totti_spalletti2008

I dubbi estivi si concretizzano all'alba del campionato 2009-2010, Spalletti getta la spugna dopo due giornate ed i nodi iniziano ad arrivare al pettine: "Senza grinta non si va da nessuna parte" lo sfogo dopo la sconfitta interna contro la Juventus "sono 5 anni che lo dico ma qui si pensa ad altro. Al tacco, alla punta, ai titoli sui giornali..." ogni riferimento è puramente casuale, Totti prende un respiro profondo senza pensare ai quattro colpi di tacco tentati durante la gara contro i bianconeri. La risposta arriverà in differita, un mese dopo il capitano dirà la sua: "Le dimissioni di Spalletti? Non poteva essere altrimenti, non aveva più la squadra in mano. Faceva troppe battute e io sono permaloso. E poi abbiamo preso Ranieri, per come sta andando direi che è stato un bene."

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