Festa Totti, il capitano: “Vorrei restare altri 25 anni. Ora ho paura e ho bisogno di voi” – FOTO – VIDEO

Dopo la vittoria contro il Genoa è iniziata la festa per il capitano all’Olimpico

di Redazione, @forzaroma

La Roma, dopo la vittoria sofferta per 3-2 contro il Genoa, è pronta a festeggiare Francesco Totti. Pochi istanti dopo il triplice fischio di Tagliavento il capitano è tornato negli spogliatoi ed è stata portata sul terreno di gioco un’enorme maglia numero 10, che adesso si trova a centrocampo.

CRONACA LIVE

Ore 20.52 – La premiazione è finita, adesso i calciatori sono in campo con i propri figli per festeggiare il secondo posto.

Ore 20.50 – Dopo aver finito di leggere la lettera, Totti consegna la fascia ad un bambino: si tratta di Matteo Almaviva, capitano dei 2006 della Roma. Poi il capitano si dirige verso la squadra, che lo prende e lo lancia in aria.

Ore 20.40 – Ecco la lettera di Totti:

Grazie Roma, grazie a mamma e papà, grazie a mio fratello, ai miei parenti, ai miei amici. Grazie a mia moglie e ai miei tre figli. Ho voluto iniziare dalla fine, dai saluti, perché non so se riuscirò a leggere queste poche righe. È impossibile raccontare ventotto anni di storia in poche frasi. Mi piacerebbe farlo con una canzone o una poesia, ma io non sono capace di scriverle e ho cercato, in questi anni, di esprimermi attraverso i miei piedi, con i quali mi viene tutto più semplice, sin da bambino. A proposito, sapete quale era il mio giocattolo preferito? Il pallone ovviamente! Lo è ancora. Ma a un certo punto della vita si diventa grandi, così mi hanno detto e cosi il tempo ha deciso. Maledetto tempo. È lo stesso tempo che quel 17 giugno 2001 avremmo voluto passasse in fretta: non vedevamo l’ora di sentire l’arbitro fischiare tre volte. Mi viene ancora la pelle d’oca a ripensarci. Oggi questo tempo è venuto a bussare sulla mia spalla dicendomi: “Dobbiamo crescere, da domani sarai grande, levati i pantaloncini e gli scarpini, perché tu da oggi sei un uomo e non potrai più sentire l’odore dell’erba così da vicino, il sole in faccia mentre corri verso la porta avversaria, l’adrenalina che ti consuma e la soddisfazione di esultare”. Mi sono chiesto in questi mesi perché mi stiano svegliando da questo sogno. Avete presente quando siete bambini e state sognando qualcosa di bello… e vostra madre vi sveglia per andare a scuola mentre voi volete continuare a dormire…e provate a riprendere il filo di quella storia ma non ci si riesce mai…Stavolta non era un sogno ma la realtà. E adesso non posso più riprenderlo, il filo. Io voglio dedicare questa lettera a tutti voi, ai bambini che hanno tifato per me, a quelli di ieri che ormai sono cresciuti e forse sono diventati padri e a quelli di oggi che magari gridano “Tottigol”. Mi piace pensare che la mia carriera diventi per voi una favola da raccontare. Ora è finita veramente. Mi levo la maglia per l’ultima volta. La piego per bene anche se non sono pronto a dire basta e forse non lo sarò mai. Scusatemi se in questo periodo non ho rilasciato interviste e chiarito i miei pensieri, ma spegnere la luce non è facile. Adesso ho paura. E non è la stessa che si prova di fronte alla porta quando devi segnare un calcio di rigore. Questa volta non posso vedere attraverso i buchi della rete cosa ci sarà “dopo”. Concedetemi un po’ di paura. Questa volta sono io che ho bisogno di voi e del vostro calore, quello che mi avete sempre dimostrato. Con il vostro affetto riuscirò a voltare pagina e a buttarmi in una nuova avventura. Ora è il momento di ringraziare tutti i compagni di squadra, i tecnici, i dirigenti, i presidenti, tutte le persone che hanno lavorato accanto a me in questi anni. I tifosi e la Curva Sud, un riferimento per noi romani e romanisti. Nascere romani e romanisti è un privilegio, fare il capitano di questa squadra è stato un onore. Siete e sarete sempre la mia vita: smetterò di emozionarvi con i piedi ma il mio cuore sarà sempre lì con voi. Ora scendo le scale, entro nello spogliatoio che mi ha accolto che ero un bambino e che lascio adesso, che sono un uomo. Sono orgoglioso e felice di avervi dato ventotto anni di amore. Vi amo“.

Ore 20.37 – Parla Totti: “Ci siamo, è arrivato questo momento. Speravo che non arrivasse mai ma è arrivato. In questi giorni ho letto tantissime cose su di me, ho pianto sempre, da solo, come un matto. Venticinque anni con voi sulle spalle…non è facile. Vorrei ringraziarvi tutti, ma non è facile. Sapete che non sono di tante parole, ma le penso. In questi giorni con mia moglie ci siamo messi a tavolino e le ho raccontato un po’ di anni vissuti con questa unica maglia. Anche noi abbiamo scritto una lettera per voi, non so se riuscirò a leggerla, ci provo. Se non la finisco, la finirà di leggere Chanel. Devo prendere fiato, non è facile. La leggo, va, che è ora di cena, io resterei altri 25 anni”.

Ore 20.35 – De Rossi porta un riconoscimento a Totti. Una targa in argento. Alisson e Manolas non riescono a trattenere le lacrime. Florenzi e De Rossi chiudono la fila, i due romanisti piangono.

Ore 20.33 – Il capitano ora sta raggiungendo il centro del campo, dove è stata stesa un’enorme maglietta numero 10.

Ore 20.29 – La Curva inizia ad urlare: “C’è solo un capitano”. Totti saluta e autografa un pallone, scrivendo: “Mi mancherai” e lo calcia in curva.

Ore 20.28 – Totti si ferma davanti alla Curva Sud centrale. Il capitano non riesce a trattenere le lacrime.

Ore 20.26 – Francesco è stato bloccato a pochi passi dalla Sud. Ilary gli sussurra qualcosa. Poi si avvia sotto la curva. Parte l’inno della Roma, un tifoso invade il campo in lacrime. Totti lo abbraccia.

Ore 20.24 – Totti si ferma davanti alla Tevere, non ce la fa ad andarsene. Le inquadrature si spostano su Spalletti, bordata di fischi dallo stadio.

Ore 20.22 – Totti adesso si trova sotto la tribuna Tevere. Il capitano ha gli occhi lucidi. Vicino a lui Cristian. Ilary e le figlie più lontane. Sui tabelloni pubblicitari si legge: “Grazie capitano“.

Ore 20.20 – Il capitano sta facendo il giro dello stadio. Adesso è sotto la curva Nord.

Ore 20.19 – Le lacrime arrivano per tutti: piangono De Rossi, Florenzi e anche Verdone in tribuna. Pallotta e El Shaarawy sono molto emozionati e trattengono a stento le lacrime.

Ore 20.16 – Totti abbraccia Cristian e Chanel e non riesce a trattenere le lacrime. Poi l’abbraccio con Ilary. Anche la piccola Isabel è in lacrime. Come sottofondo c’è la canzone del Re Leone, “Il cerchio della vita”.

Ore 20.15 – Pallotta consegna una targa a Totti. Il capitano la alza verso il pubblico. L’Olimpico esplode in un’ovazione.

Ore 20.14 – Totti entra in campo e passa in mezzo a tutti i giocatori e allo staff della Roma. Poi l’incontro con Pallotta e l’abbraccio. Fischi dell’Olimpico.

Ore 20.13 – Entra in campo Francesco Totti. L’Olimpico è tutto giallo e rosso.

Ore 20.10 – Sui maxi-schermi stanno passando una serie dei momenti più belli della carriera di Totti.

Ore 20.07 – Tutti i giocatori sono adesso a bordocampo con una maglia di Totti addosso.

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Ore 20.00 – E’ stata posizionata a centrocampo un’enorme maglietta numero 10.

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  1. noel - 3 anni fa

    Noi ti amiamo Francesco; sei stato sempre nei nostri cuori – un grande uomo di sporto ma un grande uomo che poco al mondo ci sono.

    La piu grande tua virtu` e` la tua umilta` e il tuo amore verso la gente comune e i bisognosi; ecco perche sei un grande, grande uomo.

    Grazie Francesco per i 24 anni in cui ci hai gioito nei nostri momenti felici e dolorosi.

    Aspettiamo Cristian – sono sicuro che ti emulera`.

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