Stadio della Roma, 5 Stelle nel caos

Dalle parole di Beppe Grillo al clamoroso dietrofront della Raggi. Tutto rinviato a venerdì

di Redazione, @forzaroma

Il progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle non trova pace. Mattinata di fortissime fibrillazioni in Campidoglio, con notizie che si inseguono, senza, di fatto, conferme ufficiali: Virginia Raggi verso l’annullamento o la revoca in autotutela (due ipotesi totalmente diverse) della delibera di pubblico interesse di Marino. Oppure, riporta Il Tempo, solo approfondimenti tecnici (oramai, a forza di approfondire la maggioranza 5Stelle avrà trovato il petrolio) legati non solo ancora alla questione taglio delle cubature ma, soprattutto, all’iniziativa della Soprintendenza di far partire l’iter per apporre il vincolo monumentale sull’ippodromo di Tor di Valle. Un vincolo che, se adottato, di fatto blocca il progetto. In mezzo ci sono le parole di Beppe Grillo di ieri e della senatrice Paola Taverna di oggi. Dal lato proponenti filtra solo l’attesa e l’ufficiale ignoranza di quanto si stia facendo realmente a Palazzo Senatorio.

Ieri, Grillo, rispondendo in serata ai giornalisti che gli chiedevano degli attivisti 5Stelle contrari al progetto, diceva: “Gli attivisti? Non so cosa siano… Chiamiamoli cittadini. Sono a favore o a sfavore di una cosa che non conoscono… ma poi saranno soddisfatti, glielo dico io“. Una frase che più o meno è stata interpretata come un via libera al progetto. Tanto che, questa mattina, la senatrice Taverna, prima di entrare all’Hotel Forum dallo stesso Grillo, aveva ribadito: “Lo Stadio della Roma vogliamo farlo e farlo nelle regole: non vogliamo privare Roma di un’opera così importante. Ce la stiamo mettendo tutta e non vogliamo né una cementificazione né speculazioni. Se riuscissimo a dare uno stadio alla città perché dire no?“.

Poi, in mattinata, inizia a filtrare e prendere corpo l’ipotesi di un dietro front clamoroso: il sindaco, Virginia Raggi, avrebbe dato mandato agli uffici di verificare la sussistenza dei presupposti per proseguire o al contrario optare per l’annullamento, la revoca o la modifica. Alle 14 era previsto un incontro – l’ennesimo da 4 mesi a questa parte – fra l’Amministrazione e i proponenti. Tutto rinviato a venerdì. Così come la riunione prevista per oggi in Regione per affrontare il tema della procedura da seguire nella seduta del 3 marzo della Conferenza di Servizi è saltata e rinviata a data da destinarsi: ufficialmente per nuovi impegni al Ministero dei Trasporti. In realtà perché si aspettano notizie certe (e scritte) dal Campidoglio. E la Taverna, questa volta uscendo dall’incontro con Grillo, glissa sul tema: “Non vi rispondo, non so nulla di questa notizia della delibera. Con Beppe Grillo abbiamo parlato di altre cose“.

In realtà, da dentro Palazzo Senatorio l’unica cosa certa appare la confusione: già prima dell’intervento della Soprintendenza non esisteva un accordo interno ai 5Stelle. L’iniziativa della soprintendente Eichberg ha gettato ancor di più lo scompiglio nelle sfilacciate opinioni grilline. Ci sarebbe addirittura chi avrebbe proposto nella varie chiacchiere interne di accordarsi con la Roma: ritiriamo la delibera di Marino e ne facciamo un’altra. Come dire, cancelliamo gli ultimi due anni di lavoro, tanto ci vogliamo bene. In realtà, al momento regna solo una gran confusione e l’ipotesi di stop all’iter, legata al vincolo sull’ippodromo, ha già fatto riesplodere la polemica politica con mezzoPd romano già pronto a saltare al collo della Raggi se si giungesse davvero all’annullamento.

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