Sabatini: “Spalletti l’unico che può gestire Nainggolan. Che orgoglio vedere Pastore alla Roma”

L’ex ds giallorosso, nuovo dirigente della Samp, continua sul belga: “E’ tra i primi tre centrocampisti d’Europa”. Sull’argentino: “Può fare tranquillamente la mezzala, solo gli manca la veemenza nella rincorsa”

di Redazione, @forzaroma

E’ un’estate movimentata quella della Roma, tra i tanti acquisti ma anche la dolorosa cessione di Radja Nainggolan. Il belga è sempre stato un pallino dell’Inter, soprattutto di Walter Sabatini, che lo portò in giallorosso nel 2014 e provò in tutti i modi a strapparlo ai capitolini lo scorso anno per regalarlo proprio ai nerazzurri. Oggi l’ex ds della Roma è stato presentato come nuovo dirigente della Sampdoria e, ai microfoni di Sky Sport, ha parlato anche della questione Nainggolan: L’anno scorso era impossibile per me prenderlo, la Roma non avrebbe mai costruito questa operazione per Radja in uscita. E’ un colpo eccezionale dell’Inter, sono certo che l’unico allenatore che può gestirlo nella giusta maniera è Luciano Spalletti. Lui sa il linguaggio da usare con Nainggolan, i criteri da adottare per tenerlo in vita. Per quanto mi riguarda, ma non solo per una questione affettiva, è tra i primi 3 centrocampisti in Europa. Sono molto preoccupato, Inter, Roma e Juve stanno lavorando molto bene costruendo grandi squadre. Perché sono preoccupato? Noi dobbiamo forgiare un’idea forte e smisurata, altrimenti dobbiamo cambiare mestiere. Non è un sogno, ma una necessità. Vogliamo fare bene”.

Poi su Pastore, nuovo giocatore della Roma che Sabatini (ringraziato dall’argentino nel suo post di saluti al PSG) portò in Italia, al Palermo, nel 2009: “
Che cosa mi colpì di lui? L’armonia dei movimenti e la profondità della corsa palla al piede. Lui divora campo palla al piede con armonia e facilità di conduzione, ha l’individuazione delle linee oscure di passaggio. E’ un ragazzo che individua il passaggio che altri non vedono. Un talento straordinario, nell’Huracan vinceva le partite da solo. Lì c’era Angel Cappa, con lui maturò molto, gli concedeva tanta libertà e lo ha educato. Pastore non aveva avuto gran riscontro fino a quel momento, deve tanto a Cappa. A gennaio c’è stato un tentativo velleitario con l’Inter, abbiamo cercato di prenderlo ma la situazione si è complicata. Non ho paura di fare figuracce, è il nostro mestiere. Lo vedo con grande orgoglio nella Roma, sono strafelice di vederlo tornare in Italia, per me parlare della Roma e pensare alla Roma è una tempesta emotiva. Non mi è piaciuto il percorso che ha fatto al PSG. Il primo anno ha giocato un calcio sublime, poi si è un po’ seduto accettando di perdere i duelli con altri calciatori arrivati dopo. Un campione non può farlo altrimenti non lo è. Ruolo? Lo considero un playmaker a tutto campo, né una mezzala né un trequartista. Gli piace girovagare per il campo e creare superiorità numerica anche in zona difensiva. Si avvicina alla palla, la vuole e scappa per farsela ridare. Può fare tranquillamente la mezzala per capacità di corsa e resistenza, forse gli manca la veemenza nella corsa e nella rincorsa soprattutto, perché chi gioca col 4-3-3 le mezzali devono rincorrere parecchio per chiudere le corsie. Ma è un giocatore forte, e con un allenatore forte come Di Francesco non credo ci saranno problemi. Casomai ribalteranno il triangolo, poi Dio provvede”.

Poi, parlando di terzini e dell’acquisto di Cancelo da parte della Juve, il pensiero di Sabatini va anche a un suo pupillo come Maicon: “Il primo anno del brasiliano a Roma è stato eccezionale e ha ribaltato uno scenario depresso dopo il 2013, ha agevolato una svolta tecnica con Garcia”.

Sabatini prosegue parlando del suo passato alla Roma: “E’ stato l’amore calcistico più grande della mia vita? E’ inevitabile. Alla Roma sono stati anni importanti, impegnativi anche fisicamente. Grandi delusioni e affermazioni, ma rimane un saldo attivo. Il rammarico è non aver vinto, io so di aver fatto cose importanti portando a casa plusvalenze importanti, la Roma è sempre stata competitiva andando sempre in Champions negli ultimi anni. Sappiamo oggi quanto è importante questo. Sono orgoglioso e soddisfatto di quello che ho fatto, amo Roma e la Roma. Ora però sono proiettato in quest’altra storia, frequenterò un altro calcio con altri obiettivi, ma sono certo di riuscire a fare cose significative per la Sampdoria”.

 

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