Nonostante qualche certezza - Wesley, Koné e Svilar - i giallorossi sono spesso in difetto rispetto Juve, Napoli, Milan e Como

Editoriale Battimuro - Cover (10)

Roma, le rivoluzioni non si annunciano. Si fanno

La difesa balla e manca un leader vero

Passando all’analisi del terzetto difensivo giallorosso - Mancini, Ndicka ed Hermoso - emergono diversi dubbi. Nell’ultimo periodo si sono moltiplicati gli errori individuali e, più in generale, le caratteristiche dei singoli non sembrano sposarsi pienamente con lo stile di gioco di Gasperini. Molto più solide, invece, le difese di Inter e Milan, trascinate da giocatori come Bastoni, Akanji, Tomori e Pavlović, protagonisti di una stagione complessivamente positiva. Qualche difficoltà in più per il Napoli, dove Buongiorno non si è rivelato la certezza attesa e Juan Jesus ha spesso mostrato i suoi limiti. Nella Juventus, invece, il ritorno di Bremer è stato fondamentale, pur con qualche sbandata ancora presente; positivo e costante anche il rendimento di Kelly e Kalulu, efficaci in entrambe le fasi. La miglior difesa, numeri alla mano (22 gol subiti), è però quella del Como, unica tra queste a giocare a quattro. Il merito è anche della stagione di alto livello di Diego Carlos, Ramon e Kempf, oltre al contributo decisivo dei terzini (Valle e Smolčić), pedine cruciali nel sistema di Fàbregas. In generale, la difesa della Roma si mantiene su un livello simile a quello delle altre pretendenti, ma con una differenza sostanziale: manca un vero leader continuo. Mancini e Ndicka lo sono stati a tratti, ma troppo spesso i loro errori si sono rivelati decisivi nei momenti chiave della stagione.

mancini ndicka AS Roma v US Cremonese - Serie A
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