Roma, governo senza senatori: la crisi tocca anche Dzeko e Kolarov

Il bosniaco ha segnato 1 gol in 4 partite: così male solo nel primo anno in giallorosso. Il terzino è l’ombra di se stesso e non incide

di Valerio Salviani, @vale_salviani

La Roma è una squadra in crisi, senza gioco e senza identità. Il progetto Di Francesco, che nasceva insieme all’era Monchi solo un’estate fa, sembrava già in un vicolo cieco. A Trigoria sono tutti sotto accusa, dallo stato maggiore, passando per il tecnico, fino ad arrivare ai giocatori. Le cessioni si fanno sentire, i nuovi convincono poco e a sprazzi, ma a mancare è anche e soprattutto l’anima dei senatori, quelli che costituiscono la spina dorsale della squadra. Due in particolare, Kolarov e Dzeko, che la scorsa stagione erano protagonisti assoluti e trascinatori infaticabili di una Roma che si è fermata ad un passo dal sogno Champions, sono irriconoscibili, sulle gambe, nervosi e scontenti. Anche ieri contro il Chievo, sono stati tra i peggiori in campo e hanno sulla coscienza gran parte dei 2 punti buttati al vento.

 

DZEKO – Edin è da 3 anni almeno il punto di riferimento della squadra. Lo era con Spalletti, con cui ha segnato 44 gol in una stagione e mezza, lo è con Di Francesco, che non ha fatto a meno di lui neanche quando era con un piede e mezzo a Londra lo scorso gennaio. Il gol capolavoro e da 3 punti segnato al Torino nella prima giornata sembrava il preludio di una nuova, fantastica stagione, giocata da leader e insostituibile. Da Roma-Atalanta Dzeko sembra un altro. E’ lento, poco combattivo, spazientito con se stesso e con i compagni, ma soprattutto non segna più. Ieri ha confezionato un assist per Cristante, ma quando c’era da chiudere il match ha risposto assente. A confermare i dubbi ci sono i numeri, che spesso mentono, specialmente a inizio campionato, ma che a volte sono un monito per quello che verrà. Solo 1 gol nelle prime 4 di campionato non succedeva dalla sua stagione d’esordio, quella catastrofica che aveva fatto pensare al bosniaco come bidone dell’anno. Al termine dell’anno chiudeva con solo 10 gol segnati, un numero che adesso la Roma non può permettersi. Specialmente se a lasciargli spazio è Schick, costato tanto e più in forma di tutti nel pre-campionato, che aspetta ancora la prima partita per giocare nel suo ruolo. Lo scorso anno di questi tempi Dzeko era già a quota 5, mentre nella stagione prima (quella dei 39 gol stagionali) alla quarta giornata aveva segnato 2 gol e collezionato 3 assist.

 

KOLAROV – Il serbo è forse il caso più spinoso di questo inizio campionato, soprattutto perché la Roma non ha un’alternativa validaJesus al momento è in difficoltà anche a fare il centrale contro il Chievo, Santon non convince e Luca Pellegrini non è preso in considerazione (una situazione che non lo fa felice). Kolarov può contare solo su se stesso, ma Di Francesco non può contare su Kolarov. Ieri è stato tra i peggiori in campo e ha propiziato il gol del pareggio con una giocata goffa, quasi incomprensibile. Ma le difficoltà non sono solo difensive. Un anno fa aveva già regalato una vittoria con il gol su punizione segnato contro l’Atalanta e fornito 3 assist (è stato il difensore che ne ha fatti di più la scorsa stagione). Quest’anno, in quattro partite, zero gol e zero assist. Il carisma non basta per permettergli di essere incisivo, ma vista la situazione, l’unica soluzione è lasciarlo da solo nelle sabbie mobili sperando che trovi un ramo a cui aggrapparsi per venirne fuori.

SPERANZA – Le considerazioni su due dei giocatori più importanti della rosa non sono sentenze. Se la Roma uscirà fuori dal tunnel dove sembra essere entrata, sarà sicuramente anche merito loro. La squadra, giovane e insicura nei punti chiave del gioco, non può fare a meno del loro contributo. Le ottime prestazioni con le rispettive nazionali messe in mostra solo pochi giorni fa, fanno sperare che il problema sia solo circoscritto e mentale. Da quel Roma-Juve di ICC, quando per la prima volta hanno rispolverato la coppia dei sogni vista a Manchester (assist di Kolarov e gol di Dzeko), sembra passata una vita. Adesso sta a loro fermare di nuovo il tempo e trascinare la Roma.

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