Ranieri: “Ho visto orgoglio e determinazione. Siamo in emergenza, devo fare il farmacista”

Ranieri: “Ho visto orgoglio e determinazione. Siamo in emergenza, devo fare il farmacista”

Le parole del tecnico romanista al termine del match pareggiato contro la Fiorentina

di Redazione, @forzaroma

La Roma resta appesa alla corsa per l’Europa, ma la vittoria è ancora lontana. In occasione della 30esima giornata di Serie A, i giallorossi hanno pareggiato 2 a 2 con la Fiorentina. Al termine del match, il tecnico romanista Claudio Ranieri ha rilasciato alcune dichiarazioni.

RANIERI A SKY SPORT

Si chiedevano risposte, sono arrivate?
In questo momento dove non ne va bene una contro una buonissima squadra come la Fiorentina, e l’ultima volta ne avevamo presi 7, siamo stati bravi in difesa a non dargli la profondità. Peccato sul gol da calcio d’angolo, avevamo detto che i saltatori dovevamo essere schermati e invece è saltato da solo. Ci è costata cara, ma la squadra mi è piaciuta per orgoglio e determinazione, non era facile quando tutto va male e devi anche rimontare due volte. Penso che i tifosi debbano essere contenti.

Doveva andare Zaniolo a saltare con Pezzella?
Sì, ma non solo lui. Dovevamo essere in due o tre a schermarli, giocando a zona se li lasci fare il terzo tempo ti battono sempre. Ma c’è stato solo Nicolò, che da solo non ha potuto fare nulla.

Azione del gol di Zaniolo marchiata classe ’99.
Bene i due ragazzini, in Kluivert ho fiducia, anche se è acerbo ma è veloce e fa buoni cross. Avevo bisogno di coprire Biraghi e ha fatto bene.

Zaniolo ad ora è trequartista al 100%.
Sì, ma deve migliorare perché va a prendere sempre palla spalle alla porta, per i centrocampisti è facile prendere palla e gamba e gli arbitri lasciano correre. Se prende palla in movimento è devastante. Ma è giovane e può crescere.

Avete lottato bene e rimontato. E’ ancora una buona classifica.
E’ un peccato, ma dobbiamo esseere soddisfatti di quello che abbiamo fatto. Abbiamo giocato con determinazione, chiedevo di vincere duelli ed è andata così. Chiedevo una dimostrazione a noi stessi e far vedere ai tifosi che possono contare su di noi e c’è la possibilità di fare bene ed entrare da qualche parte in Europa.

Come arginare l’ennesimo infortunio?
Stiamo lavorando stando attenti a tutto. Anche se giocando ogni due giorni non ti alleni ma recuperi solo, prepari la partita e giochi. Anche Perotti ha sofferto dietro al bicipite, spero non sia nulla e domani vedremo. E’ incredibile, ne recupero due e ne perdo altri due. Ma non dobbiamo mollare, dobbiamo essere più forti di quello che ci sta accadendo. Solo così saremo soddisfatti.

Su Schick.
Per me è un grande giocatore, ma deve vincere o la timidezza o qualcosa. Ha colpi da grande giocatore, ma bisogna dimostrarlo in campo. Credo molto in lui e mi aspetto tanto.

Pastore irrecuperabile?
Sta recuperando da un infortunio, non è ancora pronto. Può darci una mano, a patto che entri con quella determinazione e cattiveria che hanno mostrato oggi i suoi compagni.

RANIERI A ROMA TV

Mister, il pubblico si aspettava una risposta da parte della squadra.
Sono sincero, avevo chiesto proprio di dare un segnale ai tifosi. Avevamo corso più del Napoli, in tutti i sensi. Significa che siamo stati generosi, ma non squadra, e anche imprecisi. Sono dispiaciuto del primo gol: avevo puntato il dito proprio su quelle situazioni, dove è mancato proprio lo schermo difensivo.

Non le sembra strano come dal Napoli a oggi sia cambiato così tanto dal punto di vista mentale?
La testa comanda tutto, lo sappiamo. Quello che chiesto ai ragazzi era proprio di metterci tutto. In un momento come questo in cui tutto va male, rimontare due volte è stato eccezionale. Inoltre abbiamo segnato due gol meravigliosi.

Alla squadra si chiedeva appunto uno spirito combattivo, ma si aspettava altro?
No, perché nella prestazione c’era tutto quello che avevo chiesto ai ragazzi. Era logico che provassero a metterci in difficoltà come in Coppa Italia, ma nell’unica azione in cui hanno provato questo schema di palla lunga a scavalcare il centrocampo Mirante è stato decisivo. Inoltre ci mettevano spesso in mezzo sulla sinistra, per questo ho chiesto a Perotti di arretrare spesso e aiutare Kolarov. Proprio per portare pressione su Milenkovic. Per fortuna stando dalla mia parte ho potuto guidarli e, dove possibile, fargli modificare il movimento.

Negli ultimi dieci minuti serviva una lucidità diversa per provare il 3 a 2?
Serviva meno frenesia, sicuramente. Ho messo Under proprio per mettere in difficoltà Biraghi, perché pensavo fosse stanco. Non è stato bravo Cengiz a fare quello che gli ho chiesto al 100%. Probabilmente perché non ha più di mezz’ora nelle gambe e deve ancora recuperare il ritmo partita.

RANIERI IN CONFERENZA STAMPA

Come ha scelto il portiere? Come si risolve la crisi di gol di Dzeko?
Con Olsen avevo parlato prima del Napoli. È un solitario, parla poco con tutti e viste le prestazioni ho preferito dare un’opportunità a Mirante, vedendo cosa potesse cambiare. Ha risposto bene, è un ragazzo esperto che sa il fatto suo. Dzeko? Sono soddisfatto, si è mosso e ha lottato. Da un attaccante ci si aspetta i gol, ma fino a quando gioca così a me sta bene, giocando con questo cuore anche sui palloni impossibili il gol lo troverà.

Lei diceva che la Roma deve trovare la compattezza, in base a cosa sceglie il 4-2-3-1 o il 4-3-3?
Non c’è connessione nella compattezza, devo valutare tutto quello che sanno fare e possono fare i giocatori. La compattezza si può fare anche pressando in avanti, ma la Fiorentina cerca la palla lunga dietro la difesa, è un reframe che cercano spesso e volentieri avendo Muriel, Simeone, Chiesa… Avevo chiesto di non dare la profondità. Il 4-2-3-1 l’ho fatto per non dare punti di riferimento possibili e per mettere Zaniolo vicino a Dzeko.

La squadra ha lottato e ha provato con la lotta a nascondere qualche magagna difensiva. È la prima volta che la sente sua la squadra?
Ho chieto una prova d’orgoglio a noi stessi. Non è stato possibile correre più del Napoli e fare una figura non buona. Non potevo credere ai miei occhi quando ho visto i dati, abbiamo fatto una brutta figura non correndo da squadra. Dovevamo essere compatti, non facendo trovare la profondità. Potevano mettere solo palla lunga, i difensori sono stati bravi ad essere in anticipo sulle palle lunghe.

L’umore dello spogliatoio? Da Zaniolo sembrava esserci soddisfazione per non aver perso…
L’esperienza mi dice che è bello quando sei malato, ti rialzi e vai in bicicletta. Ma ci sta la convalescenza. Ho fatto i complimenti alla squadra, per il momento psicologico che stiamo attraversando. Non è facile prendere un gol e farlo, riprenderlo e rifarlo per il momento storico in cui siamo. Sapevamo che i tre difensori centrali venivano a saltare e dovevamo schermarli, ci sono delle piccole imperfezioni che dobbiamo andare a togliere. Non importa se loro sono soddisfatti: io ho chiesto una prova di orgoglio, di farmi vedere che ogni tackle si rompeva il pallone. Ora è importante la Sampdoria: sicuramente perderò due giocatori, speriamo rientrino altri due. Andiamo avanti a viso aperto, consapevoli dei difetti e cercando di mascherarli.

Parlavamo dei gol subiti: la Roma nel 50% dei casi ne ha subiti due. Manca qualcosa anche a centrocampo?
Lo sapete bene anche voi che manca un recuperatore di palloni. Avete visto quanti falli fanno prima di andare dietro la linea della palla, noi non abbiamo questo tipo di giocatore. Chiedo di essere caparbi, di fare fallo, ma se uno non ce l’ha nelle corde non può farlo. Li stimolo a fare quello che non hanno nelle loro corde.

Il problema è assemblare una squadra piena di trequartisti?
Non è tanto il mio problema più grave. Mi sono reso conto che non posso andare per la mia strada, devo seguire quello che sanno fare i ragazzi cioè il 4-3-3 o il 4-2-3-1, dando una spalla a Dzeko. Una volta che avrò tutti i giocatori in piena forma potrò scegliere, ora non posso scegliere, devo fare il farmacista. Quanto può giocare uno, quanto può giocare l’altro… Volevo togliere Perotti, doveva fare un’ora ma avevo fatto i tre cambi e forse si è fatto male di nuovo. È una situazione di emergenza, sto aiutando la squadra ad esprimersi come sa con il mio carattere. È questa la mia via.

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