"Mi piacerebbe anche tornare in Serie A", le parole dell'esterno classe 2001 impegnato al Mondiale
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"In Primavera ero con Alberto De Rossi, in prima squadra inizialmente con Fonseca che in Serie A mi ha portato in panchina 14 volte, senza mai riuscire a farmi debuttare purtroppo". Purtroppo la carriera di Ruben Providence in giallorosso è finita ancora prima di cominciare. La giovane ala di Haiti, che ha trascorso due stagioni a Trigoria tra il 2019 e il 2021, è tornata a parlare del suo passato dal ritiro del Mondiale. Queste le sue parole alla Gazzetta dello Sport: “Avevo 18 anni e venivo dal Psg. Sono rimasto due anni tra Primavera e prima squadra. Nell’aprile del 2021 mi sono fatto male a una caviglia e mi sono operato. In estate è arrivato Mourinho, ho fatto il ritiro estivo ma dopo una settimana mi sono rifatto male e mi hanno offerto di scegliere tra una nuova operazione e il prestito: sono andato al Club Bruges. Sono stato sfortunato. L’infortunio è stato determinante, e infatti poi mi ha portato a star fermo un anno e mezzo”. E sui ricordi dell'avventura romana: “Magnifici. Abitavo all’Eur, comodo per andare ad allenarmi, in città mi trovavo benissimo e ancora oggi guardo sempre le partite della Roma, sono un tifoso in più”.
Ora, però, il sogno è quello di giocare a calcio per risollevare anche il destino complicato della sua nazione: “Speranze? Personalmente sì, ne ho. Ma ci vuole tempo. Per me tra 3-4 anni potremo finalmente farlo, magari prima, perché questo Mondiale può essere molto positivo in questo senso, può essere il motore di un cambio che attraverso il calcio arrivi a tutto il Paese. Io sono certo che lo sport possa fare miracoli in termini di convivenza. O almeno lo spero”. E sul futuro: "Sono in Olanda, in Serie B, e aspetto una ‘big move’. Mi piacerebbe andare in Ligue 1, o tornare in Italia”.
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