“L'unica cosa impensabile era che Rodrigo rimanesse un altro anno al Porto", le parole del legale

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Rodrigo Mora è arrivato a Roma: l'incredibile accoglienza dei tifosi a Ciampino

La telenovela Mora ha avuto un lieto fine. La prima di questo mercato giallorosso. Le ombre di Greenwood e Summerville stavano iniziando ad aleggiare sul portoghese. La Roma, però, ha saputo chiudere l'affare. E ora può godersi il suo nuovo talento. Qualche giorno fa, nella fase più delicata della trattativa, è arrivato l'intervento dell'avvocato del giocatore. Un ruolo decisivo per spingere Mora verso la Capitale. Sul banco degli imputati era finito Farioli, suo ex allenatore. E ancora una volta, in un articolo su Record, l'avvocato ha voluto mandare un messaggio al tecnico italiano. “L'unica cosa impensabile era che Rodrigo rimanesse un altro anno al Porto con questo allenatore, venendo lentamente ‘ucciso’ senza mai giocare”. Poi il racconto della trattativa. Le difficoltà. I dubbi. E una situazione che sembrava ormai impossibile da sbloccare. "La verità è che mercoledì scorso, quando il mio telefono squillò e mi misi in viaggio verso Porto, il dossier Rodrigo Mora era clinicamente morto. La Roma non si fidava del Porto. Il giocatore e la sua famiglia erano inquieti, e persino Jorge Mendes non riusciva a comprendere appieno cosa fosse successo nelle 48 ore precedenti." Tre parti. Tre dubbi. Un unico punto di collisione: un accordo che sembrava impossibile da raggiungere.

Rodrigo Mora

Poi l'intervento dell'avvocato. Telefonate. Incontri. E la volontà di costruire un ponte tra le parti. “Ho capito cosa poteva unire le parti e, soprattutto, cosa le divideva in quel momento”. Infine, la stoccata al Porto e al suo Presidente: "Ora che l'accordo è concluso, non posso che dire ad André Villas-Boas e al Porto: "Prego. Non c'è nulla di cui ringraziarmi. È stato un piacere dare una mano!", perché, in pratica e alla fine, il Porto ha ottenuto l'accordo di cui aveva bisogno alle condizioni che mi aveva imposto, il giocatore ha ottenuto ciò che voleva, così come il suo agente, la Roma, il suo allenatore e Farioli, che ha preso due piccioni con una fava. In altre parole, so che sembrerà autocelebrazione (e lo è), ma un risultato migliore era impossibile! Perché, alla fine, ciò che conta non è il costo del trasferimento, né i bonus, né le percentuali sulle future rivendite. Ciò che conta è la certezza che, anche in un mondo in cui tutti diffidano di tutti, c'è ancora spazio per una promessa fatta. E questo, cari lettori, è più raro di un giocatore "sostituto" di 19 anni che, in questo mondo, solo Jorge Mendes avrebbe potuto vendere per 50 milioni di euro". Alla fine, il lieto fine è arrivato. Mora è della Roma. E quella che sembrava una telenovela senza uscita ha trovato il suo finale.

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