Le due donne dell'infanzia di Donyell hanno ripercorso la sua carriera in diretta su Prime Video: "Giocava in casa, tirando tra le gambe del tavolo. Voleva giocare sempre di più, senza fermarsi mai"

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Nel prepartita della sfida di Champions League tra Roma e Real Madrid, Prime Video ha organizzato una sorpresa speciale per Donyell Malen. In diretta sono intervenute la madre dell'attaccante giallorosso, Mariska Manshanden, la nonna Maria Vogelzang-Van Ooy e René De Kort, allenatore del settore giovanile del VV Success, la prima squadra in cui ha giocato l'olandese. A prendere per prima la parola è stata la nonna, che ha raccontato i primi passi di Malen con il pallone: "Giocava in casa, tirando tra le gambe del tavolo. Giocavamo anche a stop e tiro sotto casa, io gli davo la palla. Dopo un'ora gli dicevo: 'Don, basta'. Devo dire che Donyell mi ha aiutato a riprendermi da un grave malore che avevo avuto all'epoca". A ripercorrere l'infanzia dell'attaccante è stata poi la madre: "Voleva giocare sempre di più, senza fermarsi mai. Mia mamma era malata quando nacque Donyell. Cominciò a fare delle passeggiate con lui e ci tiene a dire che è stato grazie a lui se si è ripresa. Donyell stava dai nonni mentre io lavoravo di notte come tassista. Quando aveva quattro anni, mio padre mi disse che voleva andare al campo di calcio, ma mi risposero che era troppo piccolo". Spazio poi a René De Kort, che ha ricordato un episodio particolare degli inizi di Malen al VV Success: "Un giorno mi guardai intorno e vidi Donyell fuori dal campo che palleggiava. 100, 101, 102, 103... Pensai che dovevo assolutamente farlo entrare. Gli diedi una maglia, entrò in campo, segnò dieci gol e vincemmo 10-9. Per suo nonno Donyell era tutto, giocavano sempre insieme nel campetto di Westerland". Un luogo particolarmente significativo per la famiglia, come ha sottolineato la madre: "Quel campo ora è intitolato a lui. È il posto in cui Donyell giocava tutti i giorni dopo la scuola". De Kort ha poi aggiunto un altro aneddoto sul rapporto tra Malen e il nonno: "Provava tutte le giocate insieme a Donyell. Un sabato si presentò al campo con un forte mal di schiena e faceva fatica a camminare. Gli chiesi: 'Ma cosa ti è saltato in mente? Non dovresti fare le rovesciate a 65 anni!'". La madre ha ricordato anche uno dei primi gol spettacolari del figlio: "Justin Kluivert batté un calcio d'angolo e Donyell segnò in rovesciata il gol che ci fece vincere il torneo". Poi uno sguardo al presente e alla nuova vita nella Capitale: "Adesso parla sempre del Colosseo, ci è andato anche oggi (5 ottobre, ndr). Gli piace tantissimo la città. Una volta stava uscendo dallo stadio e c'era un tifoso che si inchinava davanti a lui, una cosa da pazzi. Per me, però, rimane sempre e soltanto Donyell, mio figlio". Infine, la madre si è soffermata sul rendimento dell'attaccante con la maglia della Roma: "Penso che Donyell abbia sempre voluto esprimersi a questi livelli, ma per riuscirci devono funzionare tante cose contemporaneamente. Adesso credo che stia giocando nella posizione giusta. A lui piace stare al centro dell'attacco e penso che i compagni lo stiano aiutando a esprimersi al meglio in quel ruolo. Ha già giocato tante partite in Champions League, ma questa volta è diverso. Lo vediamo felice. Noi abbiamo sempre saputo di cosa fosse capace, ma adesso sta mostrando a tutti le sue qualità. E non avete ancora visto tutto: c'è molto di più".

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