Fabian Berlanga è tornato a scagliarsi contro l'attaccante della Roma due anni dopo: "Numero 10 dell'Argentina? No, ci vuole una punizione esemplare". Il motivo del risentimento risale all'addio nel 2019 al Velez

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Il presidente del Velez Sarsfield Fabián Berlanga è tornato ad attaccare Matias Soulé. E lo ha fatto in una serata speciale per il giocatore della Roma, ovvero quella dell'esordio con la maglia dell'Argentina. Proprio dalla pancia del Monumental, ai microfoni da 'Cadena 3', è arrivata l'invettiva nei confronti del classe 2003 cresciuto proprio nel Velez prima di trasferirsi nel 2020 alla Juve. "Soulé nuovo numero 10 dell'Argentina? No, dovrebbe invece subire una punizione esemplare". Quale? Ad esempio l'esclusione definitiva dalla possibilità di poter vestire un giorno la maglia di Messi, oppure da quella di indossare la fascia di capitano. "Non è un buon esempio - ha aggiunto Berlanga -. Non ci piace quando i giovani giocatori se ne vanno a parametro zero, ma sappiamo che è una battaglia da combattere contro gli agenti, che a volte agiscono in malafede".

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Perché il presidente del Velez ce l'ha così tanto con Soulé

Per capire il risentimento nei confronti di Soulé bisogna tornare al 2019, quando appunto l'allora talento 16enne lasciò il Velez grazie a uno strumento giuridico chiamato 'Patria Potestas', che consente ai genitori o ai tutori legali di un giocatore di interrompere il vincolo di un tesserato per un club, a condizione che non abbia firmato un contratto da professionista. Questo concetto è disciplinato dal Codice Civile e comprende l'insieme dei diritti che la legge riconosce ai genitori riguardo alla persona e al patrimonio dei figli non emancipati, nonché i doveri che essi sono tenuti ad assolvere nei loro confronti. Il Velez, che ha cresciuto Soulé, lo perse a parametro zero e incassoò solamente 108mila euro.

soule Juventus U19 Training Session
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Già due anni fa, quando Mati fu convocato (senza esordire) dalla Seleccion, lo stesso Berlanga si scagliò contro l'attaccante: "Ero allo stadio del River per la partita Argentina-Cile; sono andato a salutare il 'Flaco' Gareca e, in cuor mio, pregavo che Soulé non entrasse in campo. Tutto questo mi fa arrabbiare. A gennaio ho avuto l'opportunità di esercitare la clausola rescissoria di un portiere; ho chiamato il presidente del club in questione e lui mi ha detto che era l'unico portiere che avevano e che non volevano trattare. Così non abbiamo attivato nulla, perché bisogna poter guardare le persone negli occhi, poi... Io non faccio certe cose".

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