Il tecnico del Porto: "Non è assolutamente vero che stavo cercando di cacciarlo dal club, penso che oggi Rodrigo sia un giocatore più completo"
Rodrigo Mora è arrivato a Roma: l'incredibile accoglienza dei tifosi a Ciampino
L'affare Rodrigo Mora fa ancora parlare, soprattutto in Portogallo. Francesco Farioli, allenatore del Porto, è tornato a parlare del trasferimento del classe 2007 alla Roma raccontando anche alcuni retroscena alla vigilia del match contro l'Arouca. "Credo sinceramente che sia stata una stagione positiva. Innanzitutto, lascia il club da campione. Lascia il Porto con altri due titoli nel palmarès e con un rapporto onesto e corretto tra me e lui. Tutto ciò che è stato detto sul fatto che io stessi cercando di cacciarlo dal club è assolutamente falso. Credo di aver provato ad aiutarlo secondo il mio modo di intendere e vedere il calcio. Penso che oggi Rodrigo sia un giocatore più completo. Ha lo stesso talento che aveva 14 mesi fa, ma oggi è un giocatore di squadra. Sono assolutamente certo che ciò che ha imparato quest’anno sarà molto, molto utile per la sua carriera, per il prossimo capitolo alla Roma e ovunque andrà a giocare. Questa è la mia valutazione della situazione di Rodrigo. Un ragazzo che è stato straordinario con noi. Non ha giocato l’ultima partita perché la trattativa era ormai molto vicina alla conclusione". L'allenatore italiano ha poi svelato come, prima di partire per il match contro il Rio Ave (poi vinto 2-0), Mora abbia avuto un discorso con la squadra: "L’ho chiamato nello spogliatoio e gli ho spiegato che, se non fosse stato assolutamente necessario, non lo avrei utilizzato, proprio perché l’operazione era quasi conclusa. Poi gli ho chiesto di parlare davanti al gruppo prima che salissimo in campo. Il suo discorso ha riguardato esclusivamente il suo amore per il FC Porto. Ancora una volta, ha dimostrato di essere un giocatore molto giovane, ma già dotato di leadership e della capacità di assumersi determinate responsabilità. Il suo discorso è stato fantastico: ci ha aiutati a entrare in campo e a vincere un’altra partita. Credo che il suo ruolo e il contributo offerto durante la sua esperienza al FC Porto siano stati molto positivi. E, ancora una volta, adesso posso soltanto augurargli ogni successo, perché è un giocatore che merita davvero tutto il meglio per la propria carriera".
La frecciata all'avvocato di Mora: "Non mi è piaciuto come ha gestito la situazione"
Il tecnico italiano dei Dragoes ha parlato anche di come si è evoluta la trattativa, lanciando un'altra frecciata all'avvocato del classe 2007 con cui c'era già stato un botta e risposta: "All’esterno c’era molto rumore, mentre internamente la mia comunicazione diretta con il giocatore è sempre stata molto franca. Negli ultimi giorni abbiamo parlato individualmente almeno tre o quattro volte, per capire quale fosse la sua posizione, quale fosse la nostra e come gestire il giorno successivo. Da questo punto di vista, quindi, non abbiamo mai avuto alcun tipo di problema. Soltanto per chiudere questo argomento: questa mattina mi sono svegliato trovandomi di fronte a un’altra risposta e sentendo dire in televisione che avrei provocato qualcuno. Io stavo semplicemente rispondendo. Concordo sul fatto che non dovrei rispondere a un avvocato, ma è altrettanto vero che un avvocato è tale finché si comporta come un avvocato. Nel momento in cui partecipa a una trasmissione televisiva per costruire una determinata argomentazione, esporre certe questioni e assumere un ruolo diverso, scrivendo anche un editoriale… allora credo che esista un conflitto d’interessi che debba essere affrontato. Ed è ciò che ho fatto. Credo che tutti coloro che operano in questo settore - soprattutto persone che hanno frequentato l’università e studiato così tanto - debbano comprendere anche il peso delle parole che utilizziamo. Perché quando si comincia a parlare di sofferenza, di tristezza e, soprattutto, di “Rodrigo Mora lentamente ucciso dall’allenatore”, credo che sia necessario rispondere in qualche modo. Uno dei miei esami preferiti all’università riguardava proprio il peso delle nostre parole e il modo in cui queste plasmano la realtà e la nostra mente. Credo che, da questo punto di vista, abbiamo una responsabilità molto grande. Se mi chiedete cosa ne penso, non mi è piaciuto affatto il modo in cui è stata gestita questa situazione. È mancato il rispetto professionale. Detto questo, chiudiamo definitivamente tutto ciò che riguarda questa “telenovela”. Quanto a Rodrigo, sarò il suo primo tifoso e gli auguro davvero il meglio a partire da domani, con l’inizio della Serie A", ha concluso Farioli.Farioli: "Per Mora ottima opportunità di mercato". Poi si toglie i sassolini sul minutaggio
Prima di concludere la conferenza stampa, Farioli è tornato a parlare dell'affare Mora con la Roma specificando cifre del trasferimento e, soprattutto, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa in merito all'accusa dell'avvocato. Il legale del classe 2007, infatti, aveva affermato come ormai il 19enne lusitano fosse diventata la terza scelta del tecnico italiano: "L'operazione da oltre 50 milioni di euro ha rappresentato il maggiore incasso netto per il club. È il trasferimento più oneroso nella storia della Roma e uno dei cinque più importanti di sempre per il FC Porto. Si è trattato quindi di un’ottima opportunità di mercato, che ha garantito le risorse economiche necessarie a un club come il Porto, che ha bisogno di vendere per poter continuare il proprio percorso. E questa era la prima parte. Secondo capitolo: i minuti e quanto ha giocato. Ho anche sentito dire che fosse la mia terza scelta o che non lo tenessi particolarmente in considerazione. Secondo i dati - e non mi riferisco a quelli di Transfermarkt, ma ai nostri, che comprendono anche il recupero e quindi riportano i minuti effettivi - Rodrigo ha giocato complessivamente 1.946 minuti, mentre Gabri [Veiga] ne ha disputati 2.699. In campionato: 1.177 minuti per Rodrigo e 1.622 per Gabri. In Europa League hanno giocato praticamente lo stesso numero di minuti: 433 Rodrigo e 442 Gabri. Direi quindi che la distanza non è poi così significativa. Per quanto riguarda le presenze da titolare, Rodrigo è partito dall’inizio 21 volte e Gabri Veiga 31. Rodrigo è subentrato dalla panchina 23 volte, Gabri Veiga 17. Fortunatamente abbiamo potuto averli entrambi a disposizione: Rodrigo ha saltato soltanto due partite per infortunio e Gabri altrettante. Naturalmente, quando si hanno due giocatori dello stesso livello, è necessario gestirli. Bisogna farlo in funzione della partita, dei risultati e delle necessità".© RIPRODUZIONE RISERVATA