La trattativa con il Real Madrid è in ghiaccio da quest’estate: la proprietà deve decidere se investire ancora e soprattutto convincere Mourinho

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D'Amico ammette: "Numericamente in attacco siamo corti, ma potremo agire a gennaio"

L’effetto della lunga sosta per le nazionali: riportare a galla la trattativa con il Real Madrid per prendere Endrick che in Spagna gioca poco, anzi niente. La Roma, però, è nella stessa situazione di un paio di mesi fa. Nessun passo avanti, ma nuova attesa per la risposta che deve arrivare dal club madridista. Che ancora non si pronuncia. In estate ha detto no, senza nemmeno discutere della possibile formula, compreso il prestito secco. Adesso fa scena muta, senza aprire o chiudere. È disinteressato alla questione. Come, bisogna ammetterlo, Gasperini, concentrato sulle prossime partite e non certo sugli eventuali movimenti di mercato per i quali bisogna aspettare tre mesi pieni. Di sicuro Endrick vuole vestire di giallorosso. Lo ha chiarito al Real in estate, lo ha ribadito a Mourinho prima di mettersi a disposizione di Ancelotti e della Seleçao due settimane fa. Il giovane attaccante, scontento per essere al momento ignorato da José (appena 4 minuti in Liga, nessuno in Champions), chiede di andar via per giocare. E indirettamente ringrazia proprio il suo ct. Perché Carlo, esponendosi pure pubblicamente, ha appena spiegato che il ventenne ha bisogno di scendere in campo con continuità.

endrick Australia v Brazil

Tra Endrick e la Roma ci sono Mourinho e l’Uefa

Non basta, però. Perché il Real proprio non considera il problema d’attualità e soprattutto Mourinho non ha alcuna intenzione di accontentare il calciatore. Il no di inizio agosto è lo stesso di oggi. José non sembra propenso a favorire il trasferimento alla società giallorossa. Con la proprietà texana si è lasciato male e non ha certo dimenticato che, prima di lasciare la Capitale, non gli è stato concesso di salutare la sua gente. Più della Roma, di D’Amico o dello stesso Gasperini, magari incrociando il collega il 14 ottobre all’Olimpico per la sfida di Champions, sarà decisivo proprio il giocatore. Il pressing spetta a lui. E nessuno ha dubbi che da qui a fine anno insisterà con il suo allenatore per cambiare squadra. Ma non va sottovalutata l’altra parte della negoziazione che, meglio ribadirlo, non è ancora partita. I Friedkin, in attesa della prevista sanzione dell’Uefa per non aver rispettato il Settlement Agreement, devono decidere se fare nuovi interventi per migliorare la rosa all’alba del 2027. Neanche Gasperini ha la certezza di nuovi arrivi.

Il dubbio sulle caratteristiche

Oltre al braccio di ferro con Mou e all’indecisione della proprietà texana, va data per scontata la riflessione che, già da tempo, hanno fatto dentro Trigoria. La priorità per Gasperini è l’esterno alto con caratteristiche precise: strutturato fisicamente e di strappo. Che non è Endrick. Chiariamo: Gian Piero prenderebbe pure il ventenne del Real, da mettere, lui mancino, a destra dove giocano Dybala o Soulé o magari anche come seconda punta, ma il primo obiettivo è l’attaccante di gamba, l’uomo in più per ribaltare l’azione. Ecco perché non hanno mai perso quota l’inglese Gittens del Chelsea, il tedesco Lewelling dello Stoccarda e il brasiliano Luiz Henrique dello Zenit San Pietroburgo (solo lui ha avuto spazio dopo lo stop alle negoziazioni). Trattati (e saltati) nelle ultime ore del mercato estivo, non sono spariti. Uno dei tre completerebbe l’attacco della Roma. Endrick sarebbe l’arricchimento, sempre che la famiglia Friedkin poi non imponga qualche partenza: Soulé davanti, in inverno come in estate, e Rensch (o Ghilardi) dietro nel caso di arrivo (possibile) anche di Oosterwolde. Lui sedotto e abbandonato a fine agosto (problemi fisici, oggi a quanto pare risolti).

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