Balerdi, Castro e Soulé hanno chiuso il capitolo insieme alla Pulga nella notte del saluto all'Argentina al Monumental: tutti hanno ricordi ed emozioni diverse, ma molto simili. Da casa invece le sensazioni di Dybala e Molina
Segna Soulé ed esplode la festa al matrimonio: il gol di Matias interrompe i testimoni di nozze
La fine di un'era, l'inizio di una leggenda. Stanotte Lionel Messi ha dato il suo addio alla nazionale argentina, salutato e osannato da una folla impressionante al Mas Monumental, ma che idealmente si è estesa a tutto il paese. Forse tutto il mondo, compresi i tanti appassionati rimasti svegli magari fino a tardi per assistere a questo momento. Allo stadio nella partita col Benin (vinta 3-0 dall'Albiceleste) c'erano tre calciatori della Roma: Leonardo Balerdi era in panchina, Santiago Castro e Matias Soulé no. Ma poco importa. È stato un momento storico e toccante per tutti. "Grazie per ogni momento che ci hai dato con questa maglia, grazie per aver portato i colori dell'Argentina al massimo livello, grazie per non aver mai lasciato questo paese e per esserti messo in prima fila per milioni di persone, grazie per avermi fatto innamorare del calcio e della nazionale, grazie per ESSERE ARGENTINI!!" è stata la dedica di Castro su Instagram. Lo stesso giocatore giallorosso aveva parlato già dell'emozione per il suo primo incontro con Messi, avvenuta in questi giorni in ritiro. Se Santi è un calciatore, soprattutto di questo livello, una parte evidentemente arriva proprio da Leo, che lo ha ispirato. E in quell'abbraccio commosso nel giro di saluti ai compagni, c'è stato un po' tutto. Per Castro è stata la chiusura di un cerchio.
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