DiFra al bivio nella “Terra di mezzo”: dal centrocampo passa la stagione della Roma

Da reparto più forte d’Italia a incognita, ma la soluzione è a portata di mano. Il tecnico sceglie le sue armi e prova a rilanciare i giallorossi

di Valerio Salviani, @vale_salviani

C’è stato un momento in cui, nella più classica esaltazione romanista, il centrocampo creato da Monchi sembrava poter essere uno dei migliori d’Europa, sicuramente tra i migliori d’Italia. Due nomi importanti per ognuno dei 3 ruoli e, al netto delle partenze, tanti soldi investiti tra Pastore, Cristante, Nzonzi, Zaniolo e Coric. Poi, la partenza di Strootman e le prime prestazioni, per certi versi inquietanti, hanno messo tutto in discussione. Ora Di Francesco si ritrova senza certezze e con una mediana da costruire e amalgamare, ma le armi per fare bene sono tante.

RITROVARE CERTEZZE – I 4 moduli cambiati in 3 partite da Di Francesco sono il segno che quella confusione di cui ha parlato Schick è reale. Per prima cosa il tecnico dovrà tornare a puntare sulle certezze. Basta esperimenti finché non ci sarà una linea guida da seguire. Nei primi 3 match il migliore in mezzo è stato De Rossi, nonostante l’errore nel finale contro il Milan. Il capitano deve continuare a essere il cardine, con Nzonzi che può giocare al suo fianco o che può sostituirlo. Nei due scontri ravvicinati con Chievo e Real Madrid ne vedremo uno per volta. I dubbi maggiori riguardano le mezzali. Finora, per motivi diversi, non ha convinto nessuno. Pastore è ancora un corpo estraneo. Non è un interno e non ha ancora la gamba per adattarsi. Deve crescere fisicamente e tatticamente, ma non è una causa persa. La Roma non può fare a meno del talento smisurato dell’argentino, ma deve trovare il modo di sfruttarlo. Pellegrini è l’ombra di se stesso. Anche in Nazionale è sembrato in difficoltà, ma un anno fa partendo da dietro dominava Strootman in tutte le classifiche e i tifosi lo volevano titolare. Cristante è il punto interrogativo maggiore. Il salto di livello e la pressione di Roma non sono facili da gestire. Ha bisogno di tempo per capire il nuovo gioco e trovare il suo ruolo in squadra.

CORAGGIO – Il rilancio del centrocampo dovrà passare da scelte difficili. Di Francesco dovrà essere bravo a gestire un gruppo importante, mandando anche in panchina nomi pesanti. Gioca chi sta meglio, senza guardare in faccia nessuno. Finché De Rossi continuerà a sembrare quello di 10 anni fa, Nzonzi dovrà stare in panchina. Discorso al contrario per Pastore. Finché non troverà il modo di rendersi indispensabile, dovrà restare fuori. Nel test match con il Benevento anche Coric ha convinto più del Flaco, perché non dargli una chance? Finora il croato non è mai stato preso in considerazione, ma la voglia di dimostrare e la sua brillantezza fisica possono essere un’arma importante. Senza dimenticare Zaniolo. Da Trigoria hanno detto più volte di essere rimasti sorpresi dal suo livello. Se le alternative non convincono, può essere una bella tentazione.

CARTA A SORPRESA – E se fosse Florenzi la mezzala perfetta per il gioco di Di Francesco? Alessandro nasce da intermedio e solo per esigenze di rosa e per la sua duttilità si è ritrovato un terzino insostituibile. Con il ritorno di Karsdorp e Santon che può far rifiatare l’olandese, Florenzi può tornare al passato. Per caratteristiche tecniche il 24 può rappresentare l’interno ideale per la Roma. Corsa, qualità e capacità d’inserimento sono sempre state le sue armi migliori e, in attesta dei migliori Pastore e Cristante, può essere la scossa che manca alla squadra. Tra 8 giorni si torna a fare sul serio. Le occasioni per sbagliare sono già finite. E’ il momento di vedere la vera Roma.

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