Di Francesco: “Sistema di gioco inutile senza cattiveria. Strootman voleva andare via” – AUDIO – FOTO – VIDEO

Di Francesco: “Sistema di gioco inutile senza cattiveria. Strootman voleva andare via” – AUDIO – FOTO – VIDEO

Le parole del tecnico alla vigilia del match con i rossoneri: “Il pugno è stato un errore, ero arrabbiato perché non vedevo quello che avevamo preparato. Nzonzi e Karsdorp possono partire dall’inizio”

di Redazione, @forzaroma

Roma all’esame Milan, prima della sosta di settembre che fermerà la Serie A per due settimane. I giallorossi hanno voglia di riscattarsi dopo la brutta prova casalinga contro l’Atalanta, ma dovranno farlo senza Florenzi e, probabilmente, Perotti, ancora out. Di questo e altro ha parlato Di Francesco, intervenuto in conferenza stampa:

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Come ha trovato la squadra dopo il pareggio?
Rammaricata per come è andata la partita, ma sollevati per aver rimediato. Alla fine abbiamo anche rischiato di vincere, è un punto guadagnato. Da questa partita dobbiamo assolutamente imparare e cercare di migliorare i tanti errori che ci sono stati nel primo tempo.Roma dai due volti.

Roma dai due volti, perché?
Un’insieme di cose, ma principalmente il fatto che loro avevano brillantezza nettamente superiore alla nostra sia nella testa che nelle gambe, e non me lo aspettavo. E’ stata una settimana lunga, noi abbiamo fatto quel giorno in più che a volte può portare ad accumulare lavoro e allungare la partita. Non li ho visti brillantissimi i miei, ma alla lunga è venuta fuori la squadra che fisicamente, tornando ai dati, abbiamo corso quanto loro e a vederlo non sembrava. Abbiamo corso male e peggio di loro, in maniera errata e con poca qualità.

Il titolo che le piacerebbe leggere dopo Milan-Roma?
Il titolo più bello: “Grande risposta”, è il filo conduttore di questi giorni.

Sistema di gioco?
Faccio una premessa, perché parlare di numeri piace a tutti, sia agli allenatori che alla gente che ne sa un po’ meno. Il sistema di gioco va a a farsi friggere quando i giocatori non mettono le caratteristiche più importanti che devono avere per giocare a certi livelli: cattiveria, determinazione, concentrazione, attenzione e applicazione massima nel giocare di squadra. Questo non è avvenuto nel nostro 4-3-3 nel primo tempo e come tante volte ci ha dato soddisfazione, stavolta non le ha date. Ogni numero è relativo se non si gioca con queste caratteristiche. Su domani non vi dirò nulla. Manolas ha perso tanti duelli con Zapata. Se domani Romagnoli perdesse tanti duelli su Dzeko, secondo voi che indirizzo prenderà la gara? Sicuramente positivo per noi. E’ questa la logica del calcio. Sarà importante perdere meno duelli possibili, al di là del sistema di gioco.

Nzonzi e Karsdorp hanno i 90 minuti?
Forse no, ma possono partire entrambi dall’inizio. Cerco di mettere in campo la formazione migliore per affrontare il Milan.

E’ possibile vedere Schick accanto a Dzeko?
Ognuno si lega ad un giocatore. C’è chi mi chiede di Schick, chi di Under. Lascia il tempo che trova, viene prima il concetto di squadra, al di là del singolo. Schick è forte e ha determinate caratteristiche, può giocare dall’inizio o subentrare. Ha fatto benissimo in passato subentrando, soprattutto quando stava alla Sampdoria. L’altro giorno è entrato e ha avuto 2 o 3 palle gol. Può entrare e determinare a partita in corso, mi fa piacere lo vogliate in campo vuol dire che abbiamo fatto un buon acquisto, ma questo lo vedremo in seguito. Posso cambiare sistema di gioco.

Tanti giocatori senza ritmo contro l’Atalanta, specialmente Fazio e Kolarov.
L’Atalanta ha evidenziato i problemi nel primo tempo, ma non ho visto poco brillanti solo Fazio e Kolarov. Anche Manolas, che nel primo tempo non sembrava quello che conosciamo, si è evidenziato anche quello quindi lascia un po’ il tempo che trova. Chi è venuto dal Mondiale è un po’ in ritardo nella preparazione rispetto agli altri, ma sono giocatori importanti e hanno bisogno di minuti nelle gambe. Siamo alla seconda giornata, sarei preoccupato se la forma fosse già al massimo. Non mi aspettavo una prestazione del genere, ma che l’Atalanta avesse qualcosa in più sì.

La cessione di Strootman può aver influito sulla testa contro l’Atalanta?
Dentro in gruppo non ne ho sentito parlare. Ne ho parlato con lui che aveva il desiderio di cambiare e fare una nuova esperienza. Quando dico che viene prima la Roma intendo che voglio  giocatori che hanno il desiderio di dare tutto quello che hanno per la maglia. Fin quando Kevin è stato qua fino all’ultimo ha giocato. E’ successo anche con Dzeko che poteva andare via da un momento all’altro e ha fatto 3 partite da 90 minuti. Quando ho giocatori di grande professionalità prendo tutti in considerazione. Quando mi chiedono di andare non trattengo nessuno, viene prima la squadra e il desiderio di giocare con questa maglia.

Dopo l’Atalanta, quando per la rabbia ti sei rotto anche la mano, hai detto “ne avrei dovuti cambiare 9, sembra quasi che non mi seguano”…
Che non mi seguono non l’ho detto e non lo penso. Le motivazioni c’erano ma in campo non ci vanno dei robot. Mi aspettavo un’altra prestazione, sono sincero. Ho sostituito due ragazzi (Pellegrini e Cristante ndr) che sono un patrimonio della Roma e della Nazionale. Ho fatto una scelta tattica, avrei cambiato tutta la linea difensiva se avessi potuto scegliere. Se avessi avuto la possibilità di fare più cambi li avrei fatti. Sono state fatte delle scelte, togliendo qualcosina ai due ragazzi che però vanno tutelati. Alla seconda giornata stiamo facendo già un processo generale a quella che può essere l’annata. Se la indoviniamo poi siamo bravi, se sbagliamo chiediamo scusa. E’ tutto prematuro e io devo essere equilibrato. Il gesto che ho fatto è un grande errore, non lo dovevo fare e ne ho pagate giustamente le conseguenze. Non esiste quello che ho fatto, ma mi è servito da lezione, non riaccadrà. Ero nervoso perché non riuscivamo a esprimere le nostre potenzialità e quello che avevamo preparato. E’ stata una prestazione inaspettata anche per me. Ci siamo fatti delle domande. Più che chiacchiere, cerchiamo le soluzioni giuste.

La tournée vi ha penalizzato dal punto di vista della preparazione?
Ti può togliere qualcosa, ma non è un alibi. Siamo stati “fortunati” perché abbiamo potuto lavorare bene. Ci è mancata qualche partita per mettere minuti nelle gambe. Il fatto che l’Atalanta abbia fatto tanto partite non è poco, sono riusciti a ruotare tanti giocatori come fatto con noi. Qualcuno dei ragazzi paradossalmente visto la formazione con tanti cambi ha pensato fosse un bene, e io ho risposto “ve lo dico a fine partita”, perché sapevo sarebbe stata dura fisicamente. Siamo rimasti tutti un po’ sorpresi. Non mi aspettavo una prestazione del genere, ma credo sia legata tanto alla testa. Il gol magnifico di Pastore invece di darci qualcosa in più, paradossalmente ci ha tolto.

I cori contro la società secondo lei da cosa sono derivati?
La domanda va fatta ai tifosi, non so perché l’hanno fatto. Non si può essere contenti di certe situazioni, ma devo cercare di alimentare l’entusiasmo. L’anno scorso in partenza la situazione era leggermente peggiore, oggi abbiamo 4 punti e qualcuno ne ha anche un pochino meno. Ci sono tanti contesti in cui bisogna parlare, ma si deve parlare con criterio, spiegando le cose come si deve e non tanto per dire, attaccare o essere faziosi da una parte e dall’altra. Ci vuole equilibrio in ciò che si dice. Devo essere equilibrato, tutelare la squadra e portare la Roma in alto. E’ il mio lavoro e cercherò di farlo. Il tempo dimostrerà, ci si scorda sempre con facilità quello che si è fatto. So che dobbiamo sempre dimostrare qualcosa in più, siamo sempre giudicati, a volte per cose non vere o forzate. Il tempo dirà quale sarà il nostro futuro. Oggi abbiamo 4 punti, non 1,2 0 3 come l’anno scorso. La classifica è già migliorata rispetto alla partenza della stagione precedente.

Qualcuno dice che se le cose vanno male è colpa di Di Francesco. E’ una rosa da 4-3-3 questa o sta cercando di cambiare?
E’ una rosa che giocare in tanti sistemi di gioco, il fatto di avere tanti giocatori che possano fare tanti ruoli è un vantaggio. Il discorso del cambiamento può passare per forma di debolezza o intelligenza, dipende da come lo si vuole far passare. Il faccio questo lavoro, devo capire e trovare le soluzioni. Se vedo che qualcosa non va modifico e non è segno di debolezza, per me è segnale di intelligenza. Ciò non vuol dire che dimentico ciò che è stato fatto. Quando hai lavorato in un modo e vedi che non raccogli quello che vorresti o cambi qualcosa nella testa degli altri – e lo devi fare – ho cambi qualcosa tu. Poi dipende sempre dal risultato che ti rende intelligente o meno. Prima del Barcellona mi avreste detto che sono pazzo, poi sono passato per fenomeno. Il filo di questa cosa è sottile, è come tra bene e male. Chi non fa e non osa non sbaglia. Io sono qua a prendere le mie responsabilità e le prendo.

De Rossi con Nzonzi?
Posso coesistere, l’ho detto prima di vederli insieme, poi lo hanno fatto e fatto bene nel secondo tempo con l’Atalanta, che non è il giudice dell’annata. Il pressing? Rivedete i gol che abbiamo preso quando Zapata ha rubato palla a Manolas, e poi ha dato palla a Rigoni… è stata fatta una pressione ottima. Un difensore loro ha lanciato una palla lunga, Kostas era messo benissimo in aggressione e aveva la palla, ma abbiamo preso gol. Non tutte le aggressioni sono state fatte male. La veemenza e la determinazione fanno la differenza in aggressione. Se vengo forte in aggressione e perdo palla quando la squadra è accorciata in avanti, ho aperto il campo a tutta la squadra avversaria per infilarci. Vi invito a guardare quel concetto lì di aggressione, è stata fatta bene ma è mancata l’anima, quella vera per fare la guerra.

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  1. encat - 2 anni fa

    sto allenatore ripete sempre la stessa pappardella di un anno fa, manca la cattiveria, bla bla bla…
    caro mister, ma la cattiveria chi è deve trasmetterla alla squadra? Come li allena questi giocatori?

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    1. encat - 2 anni fa

      I “non mi piace” saranno felicissimi della bella prestazione di stasera…tenetevelo bello stretto sto fenomeno

      Rispondi Mi piace Non mi piace

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