Szczesny e Alisson saranno i protagonisti di un dualismo tra i pali ma la storia della Roma è piena di casi simili: i mugugni di Cervone, i dubbi di Pelizzoli, senza dimenticare le incertezze di Goicoechea

ANTONIOLI E PELIZZOLI

Il nuovo che avanza e un progetto per il futuro: Ivan Pelizzoli prova il grande salto, dall'esordio in Serie A alla presentazione a Trigoria passano solamente 8 mesi ma l'impatto con l'ambiente capitolino è tutt'altro che facile. Qualche incertezza e i dubbi di molti tifosi ne ritardano l'esplosione, Capello ripiega su Antonioli e Pelizzoli resta a guardare quasi tutta la stagione 2001/2002 (9 presenze totali tra le quali quella nella Supercoppa italiana vinta contro la Fiorentina). L'anno successivo le gerarchie si invertono ma è nella prima parte del 2003/2004 che l'ex atalantino vive il miglior momento in giallorosso: non c'è più Antonioli e il dualismo svanisce quando la Roma prova ad affidarsi a Zotti e Lupatelli, Pelizzoli vince la "Saracinesca d'oro" ma il finale di stagione rispolvera un duello (con il giovane Curci) che lo spinge a cercare fortuna altrove.

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