Il concetto è chiaro e ancora rimbomba nella pancia del Maradona, ma bisogna spostarsi subito dentro il football ranch di Trigoria. E’ da lì che la tifoseria giallorossa si augura di sentire la risposta

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Gasperini: "Castro e Malen possono giocare insieme ma non voglio snaturare la squadra"

«L’anno scorso gli hanno messo la Champions in tasca. Sempre loro…». Il concetto è chiaro e ancora rimbomba nella pancia del Maradona. Anche la figuraccia è evidente. C’è stata e basta. Manca, però, altro. La risposta della Roma e l’intervento della Procura Federale. Che sono in stand by. O forse no. C’è solo da attendere per capire come andrà a finire. La figuraccia è quella di Allegri. Inequivocabile e sgradevole. L’urlo dell’allenatore del Napoli non può passare inosservato. Anche perché è diretto in faccia a Gasperini, principale artefice del terzo posto conquistato dai giallorossi con merito nella passata stagione. Max ha messo in grande difficoltà i media per quell’uscita. Velenosa e fasulla. Giornali e tv hanno tenuto sotto traccia l’accusa. Stupiti va bene. C’è però da chiedersi perché il (quasi) black out - né commenti (figuriamoci…) né prese di posizione - davanti a un’esternazione di tale gravità. Interessi editoriali e amicizie personali hanno garantito - fin qui, perché magari qualcuno si può sempre affidare alla sveglia postdatata - l’immunità al livornese. Che non solo ha messo in dubbio la regolarità del campionato. Ha soprattutto offeso la Roma.

Ora i Friedkin devono difendere la Roma

Ecco perché bisogna spostarsi subito dentro il football ranch di Trigoria. E’ da lì che la tifoseria giallorossa si augura di sentire la risposta ad Allegri. E di vedere i Friedkin finalmente difendere la Roma. Di farsi perdonare per quanto non è stato fatto il 31 maggio 2023 - la proprietà è del resto la stessa - nella notte di Budapest dopo la scandalosa performance dell’arbitro inglese Taylor nella finale di Europa League. Lo ha appena ricordato Mourinho, lasciato da solo e quindi non protetto. Come la Roma sconfitta di quella serata in Ungheria. Parlò José, in difesa di squadra e tifoseria, imitando Totti, ma durante la gestione Pallotta, spesso inchinata davanti alla Juve. Come è probabile che alla vigilia della partita di martedì contro il Cagliari ci penserà Gasperini. Non deve però essere Gian Piero a farsi sentire. Significherebbe perseverare nell’errore di tre anni e mezzo fa. Semmai spetterebbe a Galantic, il nuovo ceo che rappresenta i Friedkin nella Capitale. Spetta a lui, con il suo italiano che ha già mostrato perfetto - e quindi ben comprensibile - in pubblico, la replica a Max. Poi c’è da sperare se ci sarà l’intervento della procura federale. Nessuno chiede la multa o addirittura la squalifica. Qui viene messo in discussione l’ultimo torneo. Falsato secondo Allegri. Che intanto farebbe bene a chiedere scusa ai tifosi del Milan. Perché - sono appena passati cinque mesi - è stato proprio lui a regalare la Champions alla Roma (e al Como). E l’ha messa nel taschino della giacca di Gasperini. «Sempre lui». Cioè Max.
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