Il 17 giugno 2001 la Roma si laureava campione d'Italia per la terza volta. Ecco che fine hanno fatto i protagonisti del trionfo.
Come passa veloce il tempo. E' un lampo. E ci si accorge che le forti emozioni, pian piano, si tramutano inesorabilmente in ricordi. Persino lontani. Il 17 giugno di tredici anni fa però resta. E' una data nel cuore di tutti noi. Chi ha la giusta età e buona memoria, non potrà mai scordare nulla di quel giorno. Minuto dopo minuto, sin dalle ore dell'immediata vigilia di quel benedetto Roma-Parma. Lo spettacolo unico dell'Olimpico, dal sapore di vittoria annunciata, accompagnato al contempo dalla tensione, dal brivido. Il 2-2 di Pecchia al San Paolo, maturato sette giorni prima, era una ferita apertissima. Ed il ricordo di Roma-Lecce, distante quindici anni, rappresentava più di uno spettro. Poi la partita. Il via al monologo giallorosso. La sinfonia dei fuoriclasse: Totti, Montella, Batistuta. Nomi e musica, gol e festa in un pomeriggio ribollente di passione. Con l'invasione di campo anticipata che per poco non mandò tutto all'aria. Finì bene, finì 3-1. E la Roma di Capello, con i suoi 75 punti, si cucì il triangolino tricolore sul petto. Gioia e malinconia si sovrappongono. Tante volte, negli ultimi tredici anni, siamo stati ad un passo dal festeggiare ancora. Niente. L'ultimo brindisi resta lì. Sempre più lontano. Cosa fanno oggi gli eroi di allora? C'è chi ancora gioca, chi ancora lo fa nella Roma. C'è chi da tempo ha salutato, chi allena, chi è completamente sparito dai radar dei mass media. Andiamo nel dettaglio. Con l'auspicio e la convinzione che presto, molto presto, saremo qui a celebrare i nuovi eroi. Quelli del quarto scudetto. FRANCESCO ANTONIOLI - 44 anni Si è ritirato nel 2012, ora è l'allenatore dei portieri del Cesena
Croce e delizia del pubblico giallorosso. Portiere complessivamente affidabile, ma che talvolta incappava in errori clamorosi. Come quello del 14 aprile 2001, contro il Perugia: colpo di testa all'indietro di Samuel e goffo intervento in presa bassa che divenne assist involontario per Saudati. Il quale, a porta vuota, siglò il provvisorio 1-2 pareggiato in extremis da Montella. O quello del 10 giugno, a Napoli, sulla punizione morbida di Pecchia. Infortuni grotteschi, che nell'immaginario dei tifosi hanno cancellato le tante buone prestazioni offerte sul campo. Non si diventa, d'altronde, campioni d'Italia per caso. Batman lasciò la Roma nel 2003 per giocare successivamente con Sampdoria, Bologna e Cesena. Ha annunciato il ritiro nel dicembre del 2012 e da allora lavora come preparatore dei portieri del Cesena.
CRISTIANO LUPATELLI - 35 anni E' il terzo portiere della Fiorentina Considerato uno dei più interessanti prospetti italiani per il ruolo di portiere sul finire degli anni novanta, Cristiano Lupatelli trovò il modo di ritagliarsi uno spazio limitato ma importante nell'anno del terzo scudetto. Già vice di Antonioli nel 1999-2000, l'ex Fidelis Andria giocò ben otto gare nella stagione successiva, dimostrando sempre piena affidabilità. In seguito non ha raccolto grandi soddisfazioni, eccezion fatta per un paio di annate positive nel Chievo delle meraviglie di Gigi Delneri. Dal 2005 ha girovagato per varie squadre, ricoprendo sempre il ruolo di portiere di riserva. Attualmente è il terzo nella Fiorentina dell'ex compagno Montella, alle spalle di Neto e Rosati. Ha il contratto in scadenza tra tredici giorni ed il suo futuro è un bel punto interrogativo. JONATHAN ZEBINA - 35 anni Gioca ancora. Tra tredici giorni si svincola dal Tolosa
Difensore versatile, in grado di giocare sia da centrale che da terzino, dotato di straordinarie qualità sul piano atletico. Un difetto, tuttavia: la scarsa capacità di concentrazione per l'intera durata dei novanta minuti. Unita ad un carattere non semplicissimo. Un fumantino, diciamo. Fu uno degli acquisti di minor grido dell'estate del 2000. Arrivò dal Cagliari (appena retrocesso in Serie B) in punta di piedi, ma Capello ne fece subito un titolare della sua difesa a tre. Ventidue presenze senza reti nell'anno dello scudetto. Nel finale di campionato rimase spesso in panchina in favore di Aldair. Dopo aver giocato con Juventus e Brescia è tornato in Francia. Nelle ultime due stagioni ha vestito la maglia del Tolosa, club al quale è contrattualmente legato sino al prossimo 30 giugno.
WALTER SAMUEL - 36 anni L'Inter lo ha appena liquidato ma lui vuol giocare un altro anno Il muro. The Wall. Il perno centrale di una difesa inossidabile. Uno dei tre gioielli di prima grandezza del mercato estivo del 2000, oltre ad Emerson e Batistuta. Il giovane bandito di appena 22 anni che ebbe non pochi problemi ad inserirsi. Qualche prestazione negativa in avvio di stagione (soprattutto nel match di Coppa Italia con l'Atalanta a Bergamo, perso dalla Roma per 4-2 e decisivo per l'eliminazione dei giallorossi dal torneo), poi solo applausi e prestazioni fantastiche. Un leader, un campione. Decisivo anche in zona gol, nella sfida dell'Olimpico contro il Lecce del 18 febbraio. 31 presenze ed una rete, quella, nell'anno del trionfo. Poi altri tre anni di Roma, lo sbarco a Madrid, il ritorno in Italia (all'Inter) ed i trionfi con Mancini e Mourinho. Il suo contratto è in scadenza e lascerà i nerazzurri. Ma dovrebbe giocare un altro anno prima di ritirarsi. Dove? Al momento è un bel mistero. ANTONIO CARLOS ZAGO - 45 anni Ha allenato in Brasile ed ora è assistente tecnico dello Shakhtar Donetsk
Uno dei pilastri della Roma capelliana. Difensore fortissimo, dotato di grande personalità, forza fisica e di un'invidiabile abilità nel gioco palla al piede. Era l'interno sinistro della difesa a tre scelta del tecnico di Pieris. Titolare indiscusso. Non segnò mai nell'anno tricolore (i suoi unici due gol con la Roma risalgono al 1999-2000, contro Cagliari e Milan) ma fu una pedina indispensabile. Ha proseguito la sua carriera con Besiktas, Santos e Juventude, chiudendo di nuovo nel Santos nel 2007. E' diventato allenatore, guidando un paio di squadre in Brasile senza successo. Lo scorso anno è tornato alla Roma per un breve periodo, in qualità di assistente tecnico di mister Zdenek Zeman. Attualmente lavora nello staff dello Shakhtar Donetsk con Mircea Lucescu, suo allenatore ai tempi del Besiktas.
ALESSANDRO RINALDI - 39 anni Ha smesso nel 2003. Ora si dedica alla tutela degli ambienti marini Un caso misterioso, quello del mastino del Quadraro. Voluto a Roma da Capello nel 1999, per due anni si è rivelato un'alternativa validissima ai tre centrali di difesa. Interno destro, anche terzino, con buona corsa e resistenza fisica. Romano e romanista, gran professionista, fu uno dei soldati silenziosi dello spogliatoio giallorosso. Nell'estate del 2001 passò all'Atalanta nell'ambito dell'affare che portò il giovane portiere Ivan Pelizzoli a Trigoria. Soltanto tredici presenze (ed un gol) in nerazzurro, prima di impelagarsi in avventure anonime con Piacenza e Triestina. Dal 2003 non si hanno più notizie di lui. Secondo quanto riporta Wikipedia, Rinaldi è tornato definitivamente a Roma, dove si dedica alla prevenzione e alla tutela degli ambienti marini. ALDAIR - 48 anni Vive in Brasile, dove lavora come osservatore di giovani calciatori
Un totem, un'istituzione romanista e del calcio mondiale. Tredici stagioni di Roma contraddistinte da classe, stile, eleganza e successi. Lo scudetto del 2001 fu soprattutto lo scudetto di Pluto, Balbo e Francesco Totti, i tre reduci della prima Roma di Franco Sensi. Anni e anni di dure battaglie, anche di dolorose sconfitte, coronate da un trionfo meritatissimo. Alda nell'anno magico giocò soltanto 15 gare di campionato, chiuso in parte da Zebina, Samuel e Zago. Ma fu in ogni caso prezioso, ogni qualvolta scese in campo. Andò via nel 2003, con tanto di commovente ed indimenticabile partita di addio all'Olimpico, per poi giocare un anno nel Genoa in B ("Mi volevano in A, ma contro la Roma non avrei mai potuto giocare", disse) ed alcune partite con il Rio Branco, in Brasile, ed il Murata, squadra di San Marino. Attualmente vive in Brasile e collabora con alcuni manager in qualità di osservatore. Di tanto in tanto partecipa a partite benefiche e si fa spesso vedere in giro per la Capitale. Ancora in grandissima forma, nonostante i 48 anni e mezzo.
AMEDEO MANGONE - 45 anni E' diventato allenatore. Dal 2011 attende di trovare una squadra Altro grande segreto di quella squadra. Un difensore completo e diligente, di rendimento e soprattutto di grande esperienza e personalità. Un titolare aggiunto, buono per tutte le occasioni. Elegante, roccioso (il suo soprannome, non a caso, era "la roccia") ed intelligente. Ha giocato sino a 37 anni, vestendo le maglie di Parma (in cui si trasferì nell'estate del 2001, subito dopo la vittoria del campionato), Brescia, Piacenza e Catanzaro. Poi è diventato allenatore, guidando il Pavia dal 2007 al 2010 e la Reggiana dal 2010 al 2011. Attualmente è in attesa di un'offerta per tornare in panchina. CAFU - 43 anni E' testimonial Fifa, ha creato una propria fondazione a San Paolo ed ha fatto politica sportiva
Al pari di Aldair, un'altra leggenda del futbol verdeoro. Anch'egli campione del mondo (due volte, nel 1994 e nel 2002) e d'Italia con la maglia della Roma. Più che un terzino. Più che un esterno. Un fuoriclasse totale. Velocità supersonica, dribbling, strepitosa efficienza atletica. Uno dei migliori acquisti dell'era Sensi. 31 presenze ed 1 gol (al San Nicola di Bari) nel campionato 2000-2001. Lasciò la Roma due anni più tardi per andare ad alzare qualche trofeo al Milan, squadra in cui ha militato sino al ritiro dall'attività agonistica (2008). Successivamente, per il Pendolino, importanti incarichi istituzionali. Nel 2011 stato scelto dal ministro dello Sport di Brasilia, Aldo Rebelo, come sottosegretario con delega al calcio, incarico creato ad hoc dal governo in vista del mondiali 2014 che si stanno disputando in questi giorni. Inoltre è testimonial Fifa ed ha creato una fondazione (Fundaçao Cafu) a San Paolo.
VINCENT CANDELA - 40 anni Imprenditore e ospite frequente in trasmissioni televisive e radiofoniche Uno dei calciatori più eleganti, deliziosi e belli da vedere che abbiano mai vestito la maglia giallorossa. In pratica, un fantasista piazzato sulla fascia. Destro magico, corsa danzata, giocate sublimi e stile molto francese. Di soddisfazioni in carriera se ne è tolte parecchie il buon Vincent, protagonista (non da titolare) nella Francia campione del mondo e d'Europa nel 1998 e nel 2000. La sua permanenza a Roma, allo scadere degli anni novanta, la si deve a Capello, che stoppò (nel 1999) il suo addio dato ormai per scontato. Trentatre le sue presenze nel 2000-2001, impreziosite da tre gol (prodezze esterne contro Brescia, Verona e Bari). Attualmente si diletta come imprenditore ed opinionista radiotelevisivo presso alcune emittenti capitoline. EMERSON - 38 anni Lavora come dirigente sportivo
Il Puma. Uno dei centrocampisti più forti e completi mai visti dalle nostre parti. I ricordi sono tanti, troppi. E risalgono in primis al terribile infortunio al ginocchio dell'estate 2000. Un colpo durissimo, che tolse a Capello il suo leader di mediana (immediatamente accostato a Falcao al suo arrivo) per gran parte della stagione. Emerson, archiviate le lacrime del giorno della presentazione della squadra all'Olimpico, tornò in campo il 28 gennaio, in occasione di Roma-Napoli (penultima del girone d'andata), dopo cinque mesi di stop forzato. Il tempo di prendere in mano la squadra e segnare anche tre gol in 13 presenze (contro Bologna, Fiorentina e Vicenza). Il rapporto con club e città finì molto male, nel 2004, con il tormentato e mai dimenticato passaggio alla Juventus. Il brasiliano ha poi indossato le maglie di Real Madrid, Milan e Santos, ritirandosi nel 2009. Ha svolto un corso da direttore sportivo e ha fatto parte dello staff tecnico del Gremio.
DAMIANO TOMMASI - 40 anni E' l'attuale presidente dell'Associazione Italiana Calciatori Applausi. Soltanto applausi. Per sempre. Un calciatore? No, un esempio per tutti. In fatto di serietà, umiltà e professionalità. Forse il simbolo vero, più di tanti altri, del tricolore romanista. Un ragazzo non dotato di piedi divini, ma di forza, tenacia e convinzione. Qualità che gli consentirono di disputare una stagione al di sopra delle aspettative. Il vice Emerson fu lui. Un leone, un gladiatore. Che nel proseguo della sua carriera ha incontrato momenti difficili, come il terribile infortunio al ginocchio nell'estate del 2004 in un'amichevole estiva contro lo Stoke City. Un anno e mezzo di stop ed un contratto firmato, nel 2005, al minimo sindacale di stipendio. Dopo la fine dell'avventura a Roma ha giocato in Spagna, Inghilterra, Cina e persino nella provincia veronese, in Seconda Categoria. Il 9 maggio 2011 è stato eletto presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, in sostituzione di Sergio Campana. Eterna garanzia di stile, buon senso e correttezza. MARCOS ASSUNCAO - 37 anni Gioca ancora nella Figueirense, in Brasile
Uno di quelli che non molla. Che ha ancora voglia di divertirsi in campo e sciorinare la sua classe indiscussa. D'altronde l'annata è ottima, 1976, la stessa di Francesco Totti (tanto per dire...). La candelina numero 38 verrà spenta il prossimo 27 luglio, ma intanto Assunçao meravilhao (o Assunçao "ma come fao?", riferito al suo modo eccellente di calciare le punizioni) continua a giocare con la maglia della Figueirense, squadra che attualmente occupa l'ultimo posto del Brasilerao 2014, momentaneamente fermo per la concomitanza dei mondiali. Nella Roma scudettata era un'alternativa di lusso ai vari Tommasi, Zanetti ed Emerson. Un centrocampista non velocissimo ma dal piede dolce. Devastante, come detto, sui calci piazzati.
CRISTIANO ZANETTI - 37 anni Allena nel settore giovanile del Pisa La sua esperienza a Roma è stata breve ma intensissima. Sbarcò nella Capitale negli ultimissimi giorni del mercato estivo del 1999, proveniente dall'Inter, nell'ambito dello scambio con Gigi Di Biagio. Un ragazzo giovane che seppe far breccia nel cuore di Fabio Capello. Il tecnico di Pieris lo schierò spessissimo titolare, sin dalla sua prima stagione romana. Nel girone d'andata dell'anno tricolore, Zanetti compose il tandem titolare di mediana accanto a Tommasi. Elemento di sostanza e buoni piedi. Zero reti all'attivo in due anni, ma fu autore del colpo di testa che portò (nel derby del 17 dicembre 2000) allo storico autogol di Paolo Negro. Lasciò la Roma dopo aver vinto lo scudetto, tornando all'Inter. Ha giocato in seguito con Juventus, Fiorentina e Brescia (ritrovando come compagno di squadra Zebina), per poi ritirarsi nel 2012. Attualmente è l'allenatore dei Giovanissimi del Pisa. GIANNI GUIGOU - 39 anni E' svincolato dopo l'esperienza in Messico con l'Estudiantes de Altamira
Il gregario per eccellenza. L'umile panchinaro che al momento del bisogno sapeva farsi trovare pronto. Peraltro in qualsiasi ruolo. Elemento versatile, nell'anno tricolore giocò molti spezzoni di gara, come centrocampista o (molto più spesso) come alternativa degli esterni, sia a sinistra che a destra. Capello lo apprezzava proprio per la duttilità e la capacità di garantire corsa e sudore a partita in corso. Segnò anche un gol in quella magica stagione. Non in campionato, bensì in Coppa Uefa, nella sfortunata serata di Liverpool segnata dall'arbitraggio indegno di Garcia Aranda. Guigou lasciò la Roma nel 2003 per vestire le maglie di Siena, Fiorentina, Treviso e Nacional Montevideo. La sua ultima esperienza agonistica risale al 2012, in Messico, con l'Estudiantes de Altamira. Attualmente è svincolato e, presumibilmente, prossimo al ritiro.
EUSEBIO DI FRANCESCO - 44 anni E' l'allenatore del Sassuolo Fece parte anch'egli della stagione scudettata, pur racimolando soltanto poche presenze. Il motivo? Il grave infortunio al ginocchio patito ad inizio anno, nel match di Coppa Uefa disputato in Slovenia contro il Nova Gorica. Stesso identico incidente accusato da Emerson, con conseguenti cinque mesi di stop. Il turbo giallorosso tornò in tempo per rendersi utile alla causa. Capello gli concesse qualche spezzone di gara nel girone di ritorno. Nell'estate del 2001 lasciò la Roma dopo quattro anni di onoratissima militanza, per chiudere la carriera con le maglie di Piacenza, Ancona e Perugia. In seguito è diventato allenatore. E' stato vice di Spalletti in giallorosso nel 2005-2006 ed ha guidato Lanciano, Pescara, Lecce e Sassuolo. Fantastici i risultati ottenuti negli ultimi due anni con la squadra neroverde: prima la promozione in A, poi la salvezza miracolosa con una giornata d'anticipo.
HIDETOSHI NAKATA - 37 anni Ha lasciato il calcio nel 2006 e si è messo a girare il mondo 6 maggio 2001, stadio Delle Alpi di Torino. La Roma è sotto 2-0 con la Juventus. Mancano undici minuti al termine della gara. I bianconeri di Ancelotti sono momentaneamente a -3 dai giallorossi in classifica, con cinque gare di campionato ancora da disputare. Un percorso quasi trionfale sta per complicarsi maledettamente. D'incanto, al 79', la Roma fa break sulla trequarti offensiva. Nakata si invola centralmente e lascia partire un destro da fuori area imparabile per Van der Sar. 2-1. Al 91', il 2-2 di Montella. E finisce lì, con il tricolore ad un passo, riacciuffato per i capelli. Serata indimenticabile. Adrenalina, emozioni forti. Probabilmente, il gol di Hide fu il momento chiave. Che classe, il giapponese. Giocatore delizioso, vice Totti di lusso e beniamino dei tifosi. Dopo aver lasciato la Roma, nel 2001, ha giocato con Parma, Bologna, Fiorentina e Bolton. Ha chiuso la carriera nel 2006, dopo il mondiale in Germania, per fare il turista solitario in giro per i cinque continenti. E' tornato all'Olimpico nel 2009, in occasione della festa per l'addio al calcio di Candela, guadagnandosi la standing ovation di una platea che gli vuole ancora molto bene. VINCENZO MONTELLA - 39 anni E' l'allenatore della Fiorentina
Ancora oggi pensi a Vincenzino e, nonostante sia trascorso qualche anno, il cervello riproduce una sola istantanea. Immediata: l'aeroplanino. Corredato da maglia giallorossa e volto sorridente. Nulla potrà mai toglierci dalla testa i gol, le prodezze e le esultanze di uno dei più forti attaccanti della storia della Roma. Anche se ormai, da un po' di tempo, Montella è un avversario. Leale, onesto, corretto. Ci sta. La vita e il calcio portano anche a questo. Ma il legame storico tra l'ex numero 9 ed i colori giallorossi non potrà mai essere minato. Da niente e da nessuno. 103 gol complessivi, 83 in campionato, 13 nell'anno dello scudetto. Alcuni leggendari: quello alla Juventus al Delle Alpi ed il 2-0 al Parma nel pomeriggio della grande festa. Un romanzo d'amore che si è chiuso nel 2009, sul campo, per poi riaprirsi, in panchina, nel 2011. Poi il definitivo divorzio, con Vincenzo che ha guidato con successo Catania e Fiorentina. Chissà se un giorno lo rivedremo di nuovo a Trigoria. Possibile. Come scrisse Antonello Venditti: certi amori non finiscono. Fanno dei giri immensi e poi ritornano.
GABRIEL BATISTUTA - 45 anni Allenatore in attesa d'incarico L'acquisto degli acquisti. Il colpo di mercato dei colpi di mercato. Bastò la sola immagine del Re Leone con indosso la maglia giallorossa per riaccendere l'entusiasmo e la sfrenata passione di un popolo psicologicamente abbattuto dallo scudetto vinto dai cugini laziali. La mossa di Sensi, la reazione improvvisa. Il ruggito che tutti, sul fronte giallorosso, aspettavano da anni. Settanta miliardi di lire donati alla Fiorentina e ben ripagati sul campo da un fuoriclasse mostruoso. 20 gol. Alcuni epici. Il Bentegodi ancora trema, a tredici anni e mezzo di distanza, per quel calcio di punizione pazzesco che non fece chiudere occhio per qualche notte a Ferron. Anch'egli a segno nel giorno dei giorni, il 17 giugno 2001. Il terzo gol, il punto esclamativo sul campionato più bello. Poi gli infortuni, il calo e sole 9 reti nei successivi sedici mesi. E l'addio. Prima alla Roma (gennaio 2003), poi al calcio (2005). Gabriel è diventato allenatore ed attende un incarico. Recentemente si è fatto rivedere in campo in occasione di una partita benefica giocata a Firenze. MARCO DELVECCHIO - 41 anni Commentatore televisivo e radiofonico, concorrente di reality show
Capello, da buon allenatore pragmatico, amava i suoi soldati. Quelli che non deludevano mai. Che in ogni momento, sul campo, riuscivano ad offrire il 100% di loro stessi, dando sempre il fritto e dovendosi anche sacrificare in ruoli duri e dispendiosi. Super Marco, così come Tommasi, resta uno dei simboli silenziosi del terzo scudetto romanista. Spesso preferito a Montella (anche contro il desiderio generale dei tifosi) nella prima parte di stagione, si rivelò utilissimo nel ruolo di attaccante esterno, con mansioni anche e soprattutto difensive. Soltanto tre gol nell'anno tricolore (contro Atalanta, Napoli e Lazio) ma un impegno costante e prestazioni quasi mai al di sotto della sufficienza. Ha chiuso la carriera nel 2007 dopo aver giocato anche con Brescia, Parma ed Ascoli (un gol alla Roma nel 2006 proprio con la maglia bianconera). Da qualche anno si diletta in varie attività: opinionista radiotelevisivo e concorrente di reality show.
ABEL EDUARDO BALBO - 48 anni E' diventato allenatore. Dal 2012 aspetta offerte Soltanto due presenze per il vecchio Abel nella stagione tricolore. Dopotutto arrivò a carriera quasi ultimata (35 anni), in qualità di amico e storico compagno di squadra di Batistuta. Ci mise tanto del suo per convincere proprio il Re Leone a sposare la causa giallorossa. Mossa vincente. Balbo, nel 2000-2001, fu un elemento prezioso all'interno del gruppo e alla fine festeggiò uno scudetto simbolico. Cercato senza speranze nei primi complicati anni dell'era Sensi e conquistato una volta rientrato nella Capitale (dopo le esperienze a Parma e Firenze). Rimase a Roma un ulteriore anno giocando sempre meno, per poi chiudere la carriera nel 2002-2003 al Boca Juniors, trovandosi come compagno un giovanissimo Carlitos Tevez. Dopodiché è diventato allenatore. In Italia ha guidato per un breve periodo il Treviso e in seguito l'Arezzo. FABIO CAPELLO - 67 anni Commissario tecnico della Russia. Debutta stasera al mondiale contro la Corea del Sud
Di quella Roma è sacrosanto ricordare anche il manico. L'allenatore dalla mentalità vincente che contribuì, con la sua personalità, a riportare lo scudetto nella Capitale. Una grande impresa, divenuta quasi obbligatoria e dovuta nei confronti dei tifosi dopo il fallimento del primo anno (sesto posto, peggio del biennio zemaniano) ed i tanti successi della sponda laziale marchiati Eriksson e Cragnotti. Capello dimostrò, nel 2000-2001, di essere ancora il grande condottiero dei tempi milianisti. Non riuscì ad aprire un ciclo, vincendo soltanto una Supercoppa Italiana due mesi dopo il 17 giugno. Per due volte (nel 2002 e nel 2004) è andato vicino al bis tricolore, fallendo sul rettilineo del traguardo. Ha lasciato la Roma per la Juve (e di polemiche, lì, ne ricordiamo tante), guidando anche Real Madrid ed Inghilterra. Dal 2012 è il commissario tecnico della Russia. Debutterà stanotte, alla vigilia del suo 68° compleanno, a Brasile 2014, contro la Corea del Sud. Ha recentemente dichiarato che smetterà nel 2018, a 72 anni, al termine del mondiale che la nazionale russa disputerà proprio in casa.
FRANCESCO TOTTI - 37 anni Capitano e leggenda della Roma. E' l'unico reduce del trionfo Gli altri, tutti coloro che abbiamo nominato, in fondo rappresentano soltanto un ricordo. Bello, profondo. Ma un ricordo. Francesco non lo è. Non lo è ancora. Francesco è attualità. Campione infinito e indescrivibile, esempio di longevità sportiva e professionalità. In tanti sono cresciuti con lui. Erano bambini quando lui già era una stella della Roma. Ed oggi sono grandi. E si sentiranno vuoti e persi quando il Capitano dirà basta. Meglio non pensarci, anche se i 38 anni sono sempre più vicini. Almeno sino al 2016 ci godremo le giocate ed il talento del più grande di tutti della storia giallorossa. Fu lui, non a caso, ad aprire le danze in quel 17 giugno, col siluro supersonico alle spalle di Buffon. Da allora ha messo in bacheca altri trofei (tra cui una coppa del mondo...), nonché svariati record personali. Ma resta la mancanza, il buco da riempire. Quel secondo tricolore che lo renderebbe immortale. Nessuno, in 87 anni di storia, ha vinto due campionati con la Roma. Lui vuole riuscirci e ci crede. Come tutti noi.
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