Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche
RETE SPORT
CARLO ZAMPA: “Non c’è una personalità forte che si faccia sentire a Trigoria. Non c’è un Galliani che si sappia far valere con credibilità. Questo perché manca una società forte dietro”.
PAOLO FRANCI: “Una squadra che vuole vincere lo scudetto non può fermarsi all’alibi delle assenze perché vuol dire che non è stata costruita bene. Il problema non è solo Garcia e sostituirlo adesso non cambia le carte in tavola. I colpevoli sono tutti, ma soprattutto chi ha fatto il mercato e chi lo ha avallato”.
MAURIZIO CATALANI: “Il problema non sono le assenze perché anche quelli in campo erano più forti del Chievo. Il problema è che questa squadra non è squadra, colpa anche un allenatore che ha fatto il suo tempo nella Roma. Con questo metodo così arrogante della società non si va da nessuna parte. Sabato comunque vadano le cose tra Roma e Milan ci sarà un vincitore, Spalletti”
MASSIMO CECCHINI: “Mi sembra una stagione che abbia tutte le premesse per finire male. In questa fase storica Pallotta ha detto che l’obiettivo è restare in Champions e se dovesse capitare qualche volta si potrebbe anche vincere. Sono certo che oltreoceano siano stupiti della nostra sorpresa. Continuando così si arriverà a fine stagione con un forte senso di delusione. E’ una Roma senza equilibrio, da qui fino alla fine della stagione si continuerà con gli alti e bassi. Ci saranno momenti di vittorie e poi momenti di depressione. Al girone d’andata della Roma, solo per campionato, do un 6+, perché la squadra comunque è a pochi punti di distacco dalle prime”.
LUCA VALDISERRI: “Sabatini continuerà ad essere il direttore sportivo della Roma anche il prossimo anno e solo un 20% del suo lavoro sarà sotto gli occhi dell’allenatore. Io credevo che si potesse fare una grande Roma, ma giorno per giorno, anno per anno vedo che invece di migliorare la Roma peggiora. Non solo perché è quinta, ma perché se vado a vedere la rosa della Roma vedo Keita, Maicon, Totti, Lobont, Cole, Castan, De Sanctis, Palmieri, Uçan, Gyomber: undici casi di giocatori che tu non sai quando entrano in campo se sono sicurezze o meno. Se la Roma vuole giocare per lo scudetto, ma quanti di questi giocatori puoi tenere? Hai una rosa che in poco tempo dovrai rinnovare, non in tre-quattro elementi, ma in undici. La Juventus ha fatto quel discorso di rinnovamento che la Roma non ha ancora iniziato”
MASSIMILIANO MAGNI: “Qualche piccolo alibi per la squadra giallorossa, ma i problemi sono sempre gli stessi. La realtà è che il campionato si allontana dalla Roma. È come i rapporti d’amore che non si vogliono interrompere e si fa fatica a credere che sia finita: c’è qualche sorriso, qualche cena, ma si vede che c’è distanza tra le parti e alla lunga non potrà che aumentare. Una Roma buttata via in mano a un allenatore che ormai trascina stancamente il suo sacco di denaro verso il traguardo, ha dei dirigenti impalpabili, è guidata da un mercante – anche se astuto – ma che è completamente invischiato nel suo piccolo commercio e ha perso la visione dell’insieme. Fase difensiva della Roma drammatica”
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