Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

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GIANCARLO DOTTO:Mi emoziona sentire, vedere e sapere che finalmente a Trigoria c’è un uomo che ha messo la sua impronta, che dice “Adesso si fa come dico io”. Ho sempre pensato a questa Roma come una fanciulla abbandonata e ripudiata. Spalletti mi dà l’idea di aver preso questa fanciulla e poi le ha detto: “Tu sei mia, io sono il tuo uomo e farò in modo di renderti bella”. Questo mi emoziona. Più che la tattica conta l’applicazione, quanto credi in quello che fai. Spalletti è partito bene, sostenendo quanto sia importante avere l’onore e l’onere di indossare la maglia della Roma. Questo è uno Spalletti che è tornato qui con lo scopo di completare l’opera iniziata anni fa. Dzeko ha bisogno di ritrovarsi e Spalletti può essere l’uomo giusto”.

GIANLUCA PIACENTINI:Gli infortunati vanno via a coppie, due per volte. È un momento davvero complicato. Le scelte sono praticamente obbligate. Spalletti? L’ho sentito abbastanza carico oggi. Sta marchiando il territorio, è abbastanza evidente. Avendo conosciuto il mister, non vorrei essere il topolino di Trigoria. Le fughe di notizie e le cose riportate ci sono in tutte le squadre e in tutti gli spogliatoi, è difficile da limitare come fenomeno, ma Spalletti sta mettendo dei paletti”.

PIERO TORRI:Io ho la sensazione che Spalletti stesse seguendo la Roma dall'inizio della stagione, con un occhio professionale e uno romantico. In questo momento non ci sono infortuni di giocatori, ma infortuni di reparti. Se Gyomber non gioca manco adesso che è venuto a fare a Roma? A svernare?”.

MARCO MADEDDU:Sembra esser cambiato un mondo dentro Trigoria, la frase del giorno è che le grandi prestazioni si ottengono con i grandi allenamenti. Spalletti mi sembra uno che ha deciso di prendere la Roma, che dice ai giocatori che si fa quello che dice lui ed è molto più convincente del primo Spalletti, penso che sarà anche meno rigido. Florenzi se non avrà un cambiamento di tendenza netto, secondo me un pochino fuori rischia di rimanere”.

FEDERICO NISII:Cosa è successo a Falque? Sembra sia stato vittima di un espianto forzato di articolazioni: a Trigoria cambiano gli uomini ma certi casini si continuano a perpetrarli. Il Sassuolo è una signora squadra, se la Roma svanga questa partita a quel punto penso ad una probabile serie, perché crescerebbe di entusiasmo. Possibile che a Trigoria non si siano accorti di niente ed abbiano lasciato andare alla deriva totale una squadra a cui è stato chiesto di ricominciare dall'ABC con Spalletti? I problemi sono nella poca solerzia dirigenziale”.

ALESSANDRO AUSTINI: “Ci sono dei giocatori che continuano a non essere loro, a giocare in condizioni mentali e fisiche in maniera precaria: due su tutti Dzeko e Salah. Di cose positive io non ne ho viste moltissime, a parte il risultato che era quello che serviva. E’ iniziato da capo un lavoro che di solito è abbastanza lungo, ci vuole tempo per Spalletti e da questo arriva il mio pessimismo”

DARIO BERSANI: “Secondo me Spalletti sta schierando Nainggolan da trequartista/incontrista, non perché spera che il belga gli diventi un Perrotta, ma per rendere la squadra più aggressiva, per disturbare la manovra della squadra avversaria e rompere i meccanismi di impostazione. Fidiamoci. L’acquisto di Perotti è molto importante”.

AUGUSTO CIARDI: “Ieri si è parlato di un prendere all’ultimo minuto un terzino: si sono fatti i nomi di Adriano, Santon e Fazio, ma non mi stupirei se il mercato giallorosso fosse finito con l’arrivo di Perotti. Mi aspetto invece un centrocampista dall’Inter, non Soriano ma forse Banega”.

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