Zaniolo, rivincita e firma: “Ora conta il successo”

Il 19enne giallorosso due anni fa fu bocciato dai toscani. Papà Igor: “Ci dissero che non era all’altezza”. Dopo la Coppa, tutto sul rinnovo

di Redazione, @forzaroma

Le storie che parlano di vendetta, ammettiamolo, a volte ci imprigionano come gabbie emotive. Soprattutto quando il bianco e il nero, il buono e il cattivo, sono così apparentemente nitidi da mettere steccati intorno ai nostri pensieri. Ecco, quella di Nicolò Zaniolo e la Fiorentina sembra essere una situazione tipica del genere, col destino che mette davanti al ragazzo l’assist su un piatto d’argento per poter dire: “E adesso siete pentiti?”. I quarti di Coppa Italia, d’altronde, sembrano essere un’occasione ghiotta, anche per cercare l’ennesima vetrina con vista sul contratto, pronto ad essere adeguato come da programmi, scrive Massimo Cecchini su “La Gazzetta dello Sport”.
Come dimenticare la bocciatura che due anni fa l’attuale “enfant prodige” fu costretto a metabolizzare dalla Fiorentina. “Dopo tre anni a Firenze ci dissero che non era all’altezza della Primavera viola – aveva raccontato papà Igor –, così fu bravo lo staff tecnico dell’Entella a fiutare l’affare. L’importante era ripartire, per Nicolò è stato un momento di forte stress. Non se lo aspettava. Se devo dire la verità, ancora oggi non mi spiego il motivo”. La domanda però intriga: ma perché? “Credo che la Fiorentina abbia fatto una valutazione su base caratteriale prima di cederlo – ha raccontato su Rmc Cristiano Masitto, ex allenatore di Zaniolo negli Allievi viola –. All’inizio non aveva cultura del lavoro, faceva le cose con sufficienza. Nelle prime 5 partite con me non ha fatto nemmeno un minuto, perché volevo fargli capire il rispetto del lavoro, ma poi tranquillizzai il padre e gli dissi: “Quando capirà di doversi mettere a disposizione della squadra, non uscirà più dal campo”. E così fu. In Primavera non puntare su di lui fu un errore grave. Certo, non ha un carattere facile, ha sempre la battuta pronta e anche a scuola era molto vivace. Un suo limite? Faceva fatica a gestire le emozioni negative. Quando lo rimproveravi, aveva quei 5-6 secondi in cui ti poteva mandare a quel paese. Dovrà lavorare su questa cosa. Potrà essere il suo unico ostacolo».
Ora in arrivo il rinnovo che, dalla chiusura del mercato, potrebbe portarlo a guadagnare dagli attuali 300.000 al 1,5 milioni più bonus (o poco meno), invece del semplice premio promesso dalla Roma. Impressioni? In questo momento Zaniolo ha in testa altro: battere la Fiorentina, su tutte. Troppo presto per farne una vicenda in stile «Conte di Montecristo», ma il sapore della rivincita, a volte, da ragazzi ha un gusto persino maggiore rispetto a quando si diventa grandi.

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