L’allenatore oggi è centrale in ogni scelta di Trigoria. Vuole giocatori già pronti per crescere anche in Champions

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Greenwood, il sogno di Gasperini per alzare il livello e vincere subito

Un anno così probabilmente non se lo sarebbe mai aspettato. Però alla fine se l'è goduto in pieno, festeggiando il traguardo più ambito, la Champions League. Gian Piero Gasperini sapeva bene di dover partire con un forte handicap. Ecco, in un anno ha cancellato un po’ tutto e si è preso la Roma. Era il 6 giugno dello scorso anno quando Gasperini venne ufficializzato dal club. Solo che le premesse non erano delle migliori, con i tifosi della Roma a dir poco scettici. Non per la sua qualità, ma piuttosto per il suo vissuto. Tanto che poco prima dell'ufficializzazione era arrivato anche un eloquente striscione esposto fuori lo stadio Olimpico. Ed invece Gasp si è messo lì, ha pensato solo a lavorare e a cercare di conquistare la gente con i risultati. E con il campo. Ha iniziato a tuffarsi in città proprio per viverla al massimo. Ha preso casa ai Parioli, ha iniziato a frequentare alcuni dei ristoranti più cool e si è immerso anche nel jet-set capitolino. Con un risultato eloquente.

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A cementare il rapporto tra Gasp e la gente - racconta Andrea Pugliese su 'La Gazzetta dello Sport' - sono arrivate anche alcune vittorie chiave. Come quella del derby di andata a cui poi Gasp ha aggiunto anche quello di ritorno. In mezzo, però, anche tante difficoltà. Ad iniziare dagli infortuni a catena per finire alle incomprensioni con Ranieri e Massara. Gasp, però, ha superato un po’ tutto facendo quadrato con la squadra. Adesso Gasperini vuole fare un salto ancora più in là. La scorsa estate chiedeva ragazzi "forti, giovani e pimpanti", oggi vuole gente fatta, pronta, che abbia anche già un buon bagaglio di esperienza internazionale. Lo scorso anno a lungo Gasp ha parlato di 8-9 highlanders, quel gruppo dovrà arrivare a 15-16. Ecco perché punta Greenwood, Paixao, Ruggeri e Summerville. Perché Gasp si è preso la Roma, ma non vuole mollarla più. "L'obiettivo è vincere nell'arco di tre anni". Più che una promessa, è un manifesto.

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