Super Malen: negli ultimi 65 anni di storia giallorossa nessuno aveva mai segnato 5 gol nelle prime due partite di campionato
Gasperini chiaro: "A sinistra servono attaccante e terzino. Lulli bravo, ma non va caricato"
Ci era riuscita a gennaio con i gol di Ferguson e Dovbyk, figuratevi se la Roma poteva avere problemi a vincere a Lecce ora che davanti ha quel feroce predatore olandese. Bene bene i giallorossi, anzi Malen Malen. Ancora lui, "Bobby", come lo chiamano persino i giovani tifosi (locali, perché per quelli giallorossi la trasferta era vietata) che a Via del Mare invocano il suo nome per richiamarne l'attenzione. Dopo la tripletta alla Fiorentina, doppietta anche al Lecce, tramortito immediatamente dalla rapacità del 14: sei passi da pantera per avventarsi sul primo pallone vagante dopo appena quattro minuti, un tocco delizioso, quasi sexy, per superare Falcone e infilare il raddoppio dopo ventitré, scrive Alex Frosio su La Gazzetta dello Sport. E dire che, nel resto della partita, Malen se ne mangia almeno altri tre: la fame era già stata saziata. Comunque, negli ultimi 65 anni di storia giallorossa nessuno aveva mai segnato 5 gol nelle prime due partite di campionato - Montella si era fermato a quattro nel 2004-05 - mentre i 19 gol nelle sue prime 20 partite di Serie A mettono l'olandese dietro soltanto a Nordahl e Altafini negli annali del nostro torneo. Bobby si è fermato a un certo punto, la Roma no, ed è arrivata così la replica del 4-0 alla Viola. Anche qui si fa la storia: mai la Roma aveva vinto le prime due partite con 4 gol di scarto, e solo una volta con una differenza reti cosi ricca (+8 anche nel 1960-61). I tris è firmato da Soulé, poi nella ripresa arrotonda Rodrigo Mora, che apre il suo conto italiano con un gol facile facile. È anche la prima rete arrivata dal mercato, visto che Gasperini dall'inizio ripropone un undici senza alcuna novità estiva, a parte il confermatissimo Lulli - salito dalla Primavera - che conferma l'occhio lungo di Gasp.
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