Trentasette partite del centrocampista con Spalletti in panchina: da ottobre ha saltato solo otto minuti. Per la squadra Kevin è fondamentale
Per Strootman la semifinale di Coppa Italia ha per lui un valore speciale: la gara d’andata contro il Napoli, nel 2014, è stata la sua miglior partita in giallorosso, quella sera nacque il soprannome «lavatrice» datogli da Garcia: allora segnò un gol meraviglioso da fuori area che fece impazzire l’Olimpico. Pochi giorni dopo, il primo infortunio al ginocchio che gli ha cambiato la vita e la carriera.
Come scrive Chiara Zucchelli nell'edizione odierna de "La Gazzetta dello Sport", per i laziali Strootman non è un avversario come gli altri, è paragonato a De Rossi e Totti simboli della romanità a 360 gradi e, in fondo, anche per lui la Lazio non è come le altre squadre, forse l’unica, insieme alla Juve, a scaldargli il sangue, nonostante un carattere definito di ghiaccio.
VIDEO - Spalletti: "Il derby vale triplo" [HD]
In Europa League, nel ritorno con il Villarreal, Kevin si è riposato in tribuna accanto alla fidanzata, in campionato, da ottobre, ha saltato solo 8’ contro il Torino. Per Spalletti, e per i compagni, è un giocatore fondamentale, i tifosi lo adorano e sperano che stasera rispetti la tradizione: 4 partite contro la Lazio, due vittorie e due pareggi, un gol e un assist.
(C. Zucchelli)
© RIPRODUZIONE RISERVATA