Quando Salah illuminava Roma

La casa a Casal Palocco, la vita mondana, le visite alla moschea e quell’auto rimasta lì…

di Redazione, @forzaroma

Quando è arrivato a Roma, nel luglio di tre anni fa, l’aereo di Momo Salah sbarcò a Fiumicino con un’ora di ritardo per colpa di un incendio. Era insieme alla moglie e alla figlia, ad attenderlo l’amico-agente Ramy Abbas. Mentre aspettava il giocatore, Ramy offrì da bere a qualche giornalista in attesa, dicendo: “Vedrete, sta per arrivare un fenomeno”. Giocatore forte sì, a tratti fortissimo, a Roma ha dimostrato di esserlo; fenomeno no, per diventarlo è dovuto andare a Liverpool, e la Roma se l’è ritrovato sulla strada di un sogno che porta a Kiev.
“A Roma ho lasciato davvero tanti amici”, ha detto di recente. Non solo: ha lasciato anche un’automobile, che verrà a prendere chissà quando, e sembra anche un paio di scarpini. Ha abbandonato del tutto, scrive Chiara Zucchelli su “La Gazzetta dello Sport”, la villa di Casal Palocco dove ha vissuto per due anni insieme a moglie e figlia. Poca vita mondana, per lui, nelle due stagioni romaniste: il supermercato a due passi da casa dove si incontrano calciatori un giorno sì e l’altro pure, i ristoranti, sempre a Casal Palocco, “La Terrazza” e “La Locanda”, qualche volta una gita al mare, diviso tra Ostia (“La Bussola”) e Santa Severa (“L’isola del pescatore”). Attentissimo all’alimentazione e anche a non creare problemi diplomatici per motivi di sponsor: si racconta che una volta, in una delle sue rare uscite nel centro di Roma, chiese di spostare una lattina di una bibita concorrente di quella che lui sponsorizzava perché, se fotografato, avrebbe potuto avere qualche problema.
Le giornate di Salah erano tutte “casa e chiesa”. Tanta preghiera, soprattutto il venerdì: in incognito, quasi sempre, andava alla Moschea di Acilia o a quella di Montespaccato, quasi sempre da solo. La moglie, sposata da giovanissimo, ad appena 21 anni, con un elegante smoking nero, era sua compagna di scuola in un istituto a nord del Cairo e gli è sempre stata accanto fin dal primo trasferimento in Inghilterra, al Chelsea. Salah e signora amavano Londra, ma a Roma hanno lasciato un pezzo di cuore. Nella capitale inglese è nata, nel 2014, Makka, chiamata così in onore de La Mecca, innamorata persa del padre, che spesso andava a vedere allo stadio. Mai sola con la mamma, però: quando aveva un autista, con loro doveva esserci sempre anche una donna.
A Casal Palocco erano più lontani ma in fondo, il centro di Roma, Salah l’ha toccato con mano il 28 maggio scorso. È stato l’ultimo giocatore ad aver lasciato il campo a Francesco Totti. Non avrebbe potuto congedarsi dalla Roma in modo migliore, ma un mese dopo era già del Liverpool.

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