Chieste nuove condizioni per l'obbligo di riscatto. L'agente Mendes prova oggi un'ultima mediazione
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Un'altalena di illusioni ha scandito le ultime 24 ore di Rodrigo Mora, rimasto sospeso nel limbo di una trattativa tra Porto e Roma che ieri mattina pareva ormai prossima ai titoli di coda. Ed invece in serata l'improvvisa frenata, lo stallo, il silenzio, a causa di nuove condizioni richieste dal presidente del club portoghese André Villas-Boas in particolare sulla formula dell'obbligo di riscatto su cui le parti avevano a lungo ragionato nelle precedenti
48 ore. La Roma ha proposto al Porto un prestito da 7 milioni con diritto di riscatto a 43 che si tramuterebbe in obbligo al raggiungimento di alcune condizioni. Il Porto, invece, ha chiesto più garanzie e condizioni favorevoli e più facili da raggiungere. Secondo altre fonti, scrive Alessio D'Urso su La Gazzetta dello Sport, Vilas-Boas ad un certo punto avrebbe anche scartato proprio la soluzione del prestito chiedendo un pagamento cash alla Roma. Difficile dire se oggi un nuovo cambio di prospettiva possa riavvicinare le parti: è possibile, comunque, visti i continui colpi di scena degli ultimi giorni. l'incertezza del momento sul fronte Mora costringerà la Roma a predisporre un piano B e a prendersi qualche giorno in più per portare avanti ed eventualmente definire proprio l'operazione Luis Henrique, per la quale l'Inter e il club giallorosso hanno già raggiunto un principio di accordo.
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