rassegna stampa

Crisi Roma, Monchi alza il muro per DiFra. Ora rischiano tutti e due…

LaPresse

Pallotta scontento: a giugno possibile un addio di entrambi

Redazione

Contro la Fiorentina una sconfittabrutale – con annessa eliminazione dalla Coppa Italia – che ha riattizzato l’incendio della polemica in un ambiente già irritato da una stagione al di sotto delle aspettative. "Presidente, società e giocatori, non siete degni dei nostri colori", lo striscione che si leggeva ieri a Trigoria, seguito «letterario» alla contestazione notturna e alla pratica indifferenza della mattinata, con Schick, che è stato l’unico che si è fermato a parlare, farfugliando timidescuse. Il direttore sportivo Monchi vuole tenere Di Francesco, dargli fiducia almeno fino alla fine della stagione.  Se Pallotta (o Monchi stesso) dovesse ritenere che sia totalmente negativo – magari con aspetti umani deficitari – lo spagnolo è pronto a togliere il disturbo, anche perché le offerte non gli mancheranno. D’altronde, con grande onesta spesso Monchi ha detto: "Se in un paio d’anni non vinco, prendo l’aereo e vado via". E con lui DiFra, magari sognando Sarri (e non solo).

Pare superfluo sottolineare che, come tutti i giorni, ieri i colloqui tra i dirigenti abbiano assunto connotati da vertice, con riflessi comunicativi fino negli Stati Uniti. Non è un mistero che l’ombra di PauloSousa (ma si segue anche Panucci, gradito al tifo) aleggi su Trigoria, ma dalla società si ribadisce come neppure un k.o. col Milan metterebbe in discussione Di Francesco, tanto da sottolineare anche l’inutilità di un ritiro già da oggi. Sarà così? Il segnale è corretto, poi come sempre conteranno i modi. Un altro 7-1, per dire, ovviamente sarebbe inaccettabile. L’allenatore, comunque, ieri ha parlato alla squadra mettendola davanti alle proprie responsabilità, ai propri limiti caratteriali e di applicazione.

(M. Cecchini)