L'ex terzino ha ripercorso i momenti della sua carriera e ha giurato come sempre amore per i colori giallorossi: la Roma è la squadra della mia vita

Candela

Candela si unisce alla festa: in strada tra i tifosi per i 98 anni della Roma

Vincent Candela si è raccontato in un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. L'ex giallorosso ha ripercorso alcune fasi importanti della sua vita e della sua carriera, in gran parte segnata dal percorso fatto nella Roma, durante il quale è diventato uno dei migliori amici di Francesco Totti, di cui ha sempre avuto grande stima

Lei ha giocato con Totti e Zidane, i due numeri 10 più straordinari della loro epoca. Li fotografi."Premessa: sono due amici. Francesco aveva una velocità di pensiero strabiliante, un dono di Dio. Ci capivamo al volo: prima ancora che gli arrivasse il pallone, dalla postura del corpo, sapevo dove avrebbe calciato. Forse avrebbe meritato il Pallone d'Oro, all'inizio del 2000, tra l'Europeo con l'Italia - che perse contro di noi in finale - e lo scudetto con la Roma. Calciava con una facilità unica e segnava molto, più di Zidane. Zizou? È stato il Calcio. Credo sia stato il calciatore più elegante mai visto sulla faccia della terra. Aveva il fisico di un gladiatore, ma si muoveva come un ballerino".

Candela AS Roma v FK Bodø/Glimt: Quarter Final Leg Two - UEFA Europa Conference League

A ventiquattro anni era alla Roma."La squadra della mia vita. Ho passato otto stagioni, le migliori. A Roma ci sono rimasto a vive-re, i miei figli, due maschi e due femmine, sono nati qua. Ormai sono trent'anni che sto a Roma, ora che ci penso: ho passato più tempo in Italia che in Francia".

Lei a fare l'allenatore ci ha mai pensato?"Troppa fatica (ride): quello è un lavoro serio, non fa per me.Magari fare lavorare come terzo, quarto, anche ottavo in uno staff, ma primo allenatore no grazie".

Nel suo profilo whatsapp c'è questa frase: "Sono in viaggio verso la migliore versione di me stesso". Vincent Candela, a che punto è del viaggio?"A ottobre faccio cinquantadue anni, sono ancora in viaggio e l'orizzonte è lontano. Non si finisce mai di imparare. Conta l'uomo dietro la maschera e io voglio saperne ogni giorno un po' di più su me stesso".

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