A fare la differenza è stata la voglia, la caparbietà di un gruppo che, spinto da un Olimpico di nuovo sold out, ha regalato una serata da sogno ai suoi
Gasperini: "Non c'è distinzione tra i titolari e chi parte in panchina. Gioca chi sta meglio"
La Roma non finisce mai. Contro l'Atalanta una prova di forza che stava rischiando di finire in frittata: primo tempo da fenomeni surclassando la squadra di Sarri che non ha saputo far altro che star li davanti a far muro. Troppo poco per questa Roma, nonostante un gran Carnesecchi (migliore dei suoi) e il palo e la traversa colpiti dal povero Castro. La squadra di Gasperini arriva da tutte le parti, gioca, di-
verte, ma non sfonda. Così quando nella ripresa, dopo quasi cinquanta minuti di dominio assoluto, i giallorossi incassa un gol beffardo, la serata rischia di finire in tragedia. Ma i giallorossi - scrive Tiziano Carmellini su 'Il Tempo' - sono rimasti lì con le gambe e soprattutto con la testa, Gasperini ha fatto i cambi giusti e nel finale in quattro minuti arriva la svolta firmata Hermoso e ancora una volta Soulé. A fare la differenza è stata la voglia, la caparbietà di un gruppo che, spinto da un Olimpico di nuovo sold out, ha regalato una serata da sogno ai suoi. Ma partite come quella vista ieri sera all'Olimpico sono di quelle che forgiato un gruppo, una squadra e un ambiente. E mandano anche un segnale alle altre big del campionato: quest'anno bisognerà fare i conti anche con la Roma.
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